Era nell'aria, il cerchio si stringe intorno alla madre del piccolo Loris Andrea Stival, accusata di omicidio aggravato ed occultamento di cadavere. La giovane donna non ha confessato ma i pubblici ministeri di Ragusa hanno firmato il provvedimento di fermo nella notte tra l'8 ed il 9 dicembre dopo sei ore di interrogatorio. Martedì 9 dicembre il giudice per le indagini preliminari interrogherà ancora Veronica Panarello e deciderà se convalidare il fermo.

La ventiseienne è stata messa alle strette più volte per le incongruenze emerse da ogni sua ricostruzione della giornata del 29 novembre, quando è stato ucciso il suo bambino, grazie all'ausilio delle telecamere poste in varie zone del paese.

Dai racconti da lei fatti agli inquirenti il bambino era stato accompagnato a scuola proprio dalla madre a bordo della sua Volkswagen Polo nera ma, dalle immagini delle telecamere, tutto ciò risulta falso e Loris è stato inquadrato mentre tornava a casa senza aver mai messo piede a scuola. Inoltre il percorso seguito dall'auto, sotto l'occhio delle riprese, continua ad essere diverso da quello descritto da Veronica che ostinatamente dice di aver detto la verità e di essere innocente.

Gli inquirenti, per venire a capo di questo orrendo delitto, hanno scavato nel passato di questa giovanissima madre ed è emerso un particolare inquietante: da ragazzina pare che tentò il suicidio con una fascetta da elettricista.

Proprio questo particolare ha fatto propendere i pubblici ministeri per il fermo avvalorando la loro tesi visto che il bambino è stato trovato, dopo lo strangolamento con una di queste fascette intorno al collo.

Anche gli orari di entrata e uscita da casa, verificati con le telecamere della zona, sono compatibili con l'ora della morte del piccolo ed anche in questo caso la madre continua a cadere in contraddizione quando ricostruisce i suoi movimenti che risultano incongruenti con le registrazioni.

Comincia a perdere consistenza anche l'ipotesi che possano essere stati due gli assassini del povero Loris e, alla luce di questo provvedimento, anche il "cacciatore" che era l'unico indagato, potrebbe uscire da questa triste vicenda visto che l'unica cosa che ha fatto è stata quella di ritrovare il cadavere. Il marito di Veronica, Davide Stival, stenta a credere all'ipotesi della moglie assassina e si aggrappa ad un filo di speranza dichiarando: "Se fosse stata davvero lei mi crollerebbe il mondo addosso".

Dalla strada intrapresa dai pubblici ministeri sembra che siano arrivati alla svolta decisiva per risolvere il caso perché, se l'assassina fosse davvero Veronica, non potrà resistere all'infinito. Invece nel caso in cui non lo fosse le indagini dovranno ricominciare da capo e, come si sa, più il tempo passa e più diventa difficile venirne a capo.

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