Pericoloso incidente per Giancarlo Galan, ex governatore della Regione Veneto, attualmente agli arresti domiciliari nell'abito dell'inchiesta sul Mose, la diga di Venezia. Il 58enne deputato di Forza Italia stava potando gli alberi nel giardino della sua villa di Cinto Euganeo, dove sta scontando i domiciliari, quando all'improvviso è scivolato cadendo pesantemente a terra e venendo colpito alla testa da un ramo che gli è caduto addosso. Non si sa ancora se si è trattato di un incidente, oppure se è stato colpito da un malore che gli ha fatto perdere l'equilibrio.

Galan ricoverato a Padova: frattura al cranio e contusione epatica

Sono stati i carabinieri che ogni giorno si recano alla dimora dell'ex Ministro per i Beni culturali, a trovarlo riverso a terra mentre perdeva molto sangue.

Subito sono stati chiamati i soccorsi e un elicottero ha portato il politico italiano nel vicino ospedale padovano: all'inizio le sue condizioni sembravano alquanto gravi, ma secondo quanto emerso dal primo bollettino medico, Galan avrebbe riportato delle ferite non trascurabili, ma allo stesso tempo non eccessivamente preoccupanti. Il personale sanitario, infatti, ha parlato di una frattura alla testa per la quale è stato necessario applicare dei punti di sutura, e una contusione all'altezza del fegato. Resterà sotto controllo almeno per tutta la giornata di domenica per escludere ulteriori complicazioni. Antonio Franchini, il legale dell'ex ministro, ha spiegato che il suo assistito non ha mai perso conoscenza dal momento della caduta e si è augurato che non sia accaduto nulla di grave.

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Agli arresti domiciliari per lo scandalo Mose

Giancarlo Galan, attualmente è agli arresti domiciliari in merito alle indagini della Procura di Venezia sugli appalti per il Mose, la grande diga della città lagunare. Le accuse nei confronti dell'ex governatore del Veneto sono di corruzione, concussione e riciclaggio. L'ex ministro della Cultura si è sempre dichiarato estraneo ai fatti, accusando in un primo momento la Guardia di Finanza di aver commesso un errore, mettendo i magistrati su una falsa pista. Ma questi ultimi reagirono presentando una serie di prove e testimonianze che inchiodavano Galan, la cui richiesta di arresto è stata poi confermata dalla Camera dei Deputati il 22 luglio del 2014.