Erano 55 anni che durava. Obama e Raul Castro sono finalmente più vicini: è finito l'embargo degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. "Presto" dice Obama "riapriremo anche l'ambasciata, l'embargo ha fallito".

La storica svolta nei rapporti tra l'isola caraibica e gli USA è maturata negli ultimi tempi, con la liberazione di un contractor americano da parte dell'amministrazione cubana. Raul Castro stesso si dice soddisfatto ma sottolinea durante un evento pubblico che tuttavia restano delle differenze.

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Una nuova frontiera nei rapporti tra USA e Cina? Il mondo intero spera di sì, dati i rapporti che uniscono la nazione caraibica e la nuova superpotenza asiatica, accomunate dall'ideologia comunista - almeno teorica, vista l'aggressiva politica economica intrapresa dai cinesi - alla base del loro governo.

Un primo passo, ovviamente. Ma un primo passo importantissimo, quindi, nelle relazioni internazionali. A Cuba, durante la crisi dei missili del 1962 il mondo aveva seriamente rischiato di trovarsi impantanato nella terza guerra mondiale, e considerati gli armamenti nucleari delle due superpotenze della Cortina di ferro, USA e URSS, difficilmente sarebbe stata una guerra breve. Il mondo che conosciamo non esisterebbe.

Resta tuttavia da capire quale sarà la sorte di Guantanamo, campo di prigionia per terroristi aperto dagli americani in terra cubana e recentemente ancora sotto oggetto di inchiesta per il disumano trattamento che i soldati americani hanno riservato ai prigionieri, utilizzando numerosi tipi di tortura, tra cui la privazione del sonno e il waterboarding. I cubani considerano la base, anche se la baia di Guantanamo è tecnicamente territorio statunitense dal 1934, come territorio cubano occupato.

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Un bel regalo di compleanno per i 78 anni di Papa Francesco, a quanto dice Obama "direttamente coinvolto nella trattativa", ed è impressionante vedere come questo uomo, in un solo anno di papato, sia stato in grado di fermare di fatto la guerra in Siria a portaerei già schierate e portare USA e Cuba alla fine di un embargo che aveva reso più povera l'isola.

"Todos somos americanos" ha dichiarato Obama alla fine del suo discorso, e in questa frase c'è una bella speranza per il futuro.