In questi primi giorni del 2015 si parla molto di Veronica Panarello ma, come già è stato fatto notare da suo marito, si parla relativamente poco della figura di Andrea Loris, 8 anni di età, ucciso con alcune fascette da elettricista nella sua casa di Santa Croce Camerina il 29 novembre 2014.



Il sindaco Franca Iurato ritiene che sarebbe giusto realizzare un punto utile all'aggregazione sociale nel nome del bambino, in modo che tutta la comunità di Santa Croce Camerina (Ragusa) possa ricordarlo quotidianamente. Il Comune si propone quindi di impegnarsi affinché la drammatica vicenda della morte di Loris serva da monito per tutte le famiglie.

Resta però ancora da mettere a fuoco cosa successe davvero il 29 novembre 2014, quando il piccolo, invece di recarsi a scuola accompagnato da sua madre, sparì. Il suo corpo fu però presto ritrovato, alcune ore dopo, da un pensionato che, su insistenza della moglie, si era messo volontariamente alla ricerca del bambino. In queste ore la madre continuava a giurare di averlo portato all'istituto "Falcone Borsellino" di Santa Croce Camerina. In realtà quel mattino Loris non entrò mai in aula coi suoi compagni di studi.



Nel frattempo il cosiddetto Tribunale della libertà ha deciso di non concedere la scarcerazione alla Panarello. La decisione è giunta dopo quasi 24 ore di Camera di consiglio ma a ben guardare era ampiamente prevedibile. La donna protesta, continua a dichiararsi non colpevole.

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Afferma di non essere creduta. La tenacia con la quale si dichiara non colpevole cozza con la realtà immortalata dalle telecamere, dalla nuda evidenza dei fatti, dal gap tra quello che lei ha detto agli inquirenti e l'esito delle indagini in corso, che sono state particolarmente rapide ed efficaci proprio grazie alle quaranta telecamere disposte sul territorio che in questo caso hanno palesato tutta la loro utilità.

La morte violenta di Loris ha profondamente scosso l'opinione pubblica del ragusano e non solo, perché se è vero che davanti alla morte siamo tutti uguali è altrettanto vero che la morte di un bambino così piccolo è qualcosa che ci ferisce nel profondo, perché è uno di quei casi in cui gli adulti non hanno saputo proteggere i più bisognosi di attenzione.