Ieri mattina, intorno alle 11,30, due persone incappucciate ed armate hanno fatto irruzione nella sede del settimanale satirico "Charlie Hebdo" nel cuore di Parigi, a pochi passi da Place de la Bastille. Sono arrivati in Boulevard Richard-Lenoir a bordo di una piccola Citroen e minacciando una giornalista che stava per entrare nell'edificio, sono riusciti ad entrare e, al grido di "vendicheremo il Profeta", hanno aperto il fuoco con i loro kalashnikov, uccidendo dodici persone tra cui il direttore Charbonnier, i vignettisti Cabu, Wolinski e Tignous e ferendone altre otto, cinque delle quali sono gravissime in ospedale. Tra le vittime c'è anche l'economista Bernard Maris, azionista di "Charlie Hebdo" e collaboratore di France Inter. Anche all'uscita, dopo il massacro, gli assalitori hanno ripetuto le frasi "Vendicheremo il Profeta" e "Allah u Akbar (Allah è grande).

La Prefettura di Parigi ha confermato i dodici morti e anche il numero dei feriti. Sono stati immediatamente richiamati a Parigi molti gendarmi dall'interland della città e da molte parti della Francia e anche l'FBI americana sta collaborando con le Autorità francesi per arrivare alla cattura degli attentatori. Da più di trenta ore la Francia dà la caccia agli attentatori, individuati come cittadini francesi di origine algerina, due fratelli di 34 e 32 e un ragazzo di 18 anni. I primi due erano rientrati da poco tempo dalla Siria, dove probabilmente si erano uniti agli estremisti islamici e da questi erano stati addestrati per atti di terrorismo.

L'attacco è stato paragonato all'11 settembre americano; tutte le democrazie mondiali si sono strette intorno alla Francia. Le piazze di tutta Europa si sono riempite di gente che ha manifestato a favore della libertà di espressione. Le parole "je suis charlie [VIDEO]" in poche ore sono diventate la bandiera di questa pacifica discesa in piazza. Il settimanale "Charlie Hebdo" era già stato bersaglio di attentati nel 2011, per le sue prese di posizione, dissacranti e provocatorie, nei confronti del terrorismo di matrice islamica.