Dopo aver conquistato, negli scorsi mesi, la città di Derna (instaurando il "califfato di Derna"), i combattenti dell'Isis nelle ultime ore hanno raggiunto e conquistato una parte della città costiera di Sirte, in Libia, scacciando i miliziani islamici di Fajr Libia e prendendo il controllo di tv e radio locali, da cui risuona la voce del califfo Abu Bakr al Baghdadi con i suoi tanti proclami. E' appena arrivata la notizia che anche alcuni edifici civili, tra cui l'ospedale "Ibn Sina" di Sirte sono passati sotto il controllo dei tagliagole islamici. Sirte si trova a circa 500 km dalle coste meridionali della Sicilia e la cosa sta creando molta preoccupazione nel nostro Paese; nelle ultime ore il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato che "è una situazione che minaccia l'Italia" e "siamo pronti a combattere, in un quadro di legalità internazionale".

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Anche il premier Matteo Renzi starebbe valutando l'eventualità di avviare "una missione di peacekeeping sotto l'egida dell'ONU e guidata dall'Italia". Le parole del ministro Gentiloni hanno subito portato il nostro governo a far parte della lista "dei nemici dello Stato islamico", come dichiarato alla radio ufficiale dell'Isis.

La preoccupazione in Italia è anche quella che terroristi jihadisti si possano infiltrare (o si siano già infiltrati) tra i tanti migranti che ogni giorno salpano dalla Libia, diretti verso le nostre coste, e possano mettere in atto attentati anche qui, come a Parigi e in Belgio a inizio 2015. Intanto l'ambasciata italiana a Tripoli, l'unica ancora operativa ad oggi in Libia, ha invitato tutti i nostri connazionali a rientrare in Italia e si profila la possibilità che presto, l'Ambasciatore e i suoi stretti collaboratori possano lasciare il paese.

E' stata confermata dal parlamento libico anche la notizia dell'uccisione dei 21 egiziani copti, rapiti dall'Isis a inizio gennaio. L'annuncio era già stato dato qualche giorno fa ma non aveva trovato conferme ufficiali.

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I combattenti dell'Isis stanno proseguendo, intanto, la loro avanzata verso Tripoli e ad est verso la Tunisia. Si può pensare che in questi ultimi mesi sia stata sottovalutata (dalla comunità democratica mondiale) la potenza, la furia e la determinazione con cui l'Isis si sta avvicinando all'odiato occidente.