Del Convegno del Pd svoltosi a Roma venerdì scorso, avente per oggetto la riforma della Scuola, si trova risalto nella rassegna stampa di oggi su diversi quotidiani. Nelle stessa sono stati toccati da Renzi altri temi come il Jobs Act e la riforma della Rai. Sky.it apre un pezzo sull'evento scrivendo che Renzi intende far ripartire l'Italia da queste importanti riforme sulla scuola e sulla Rai. Roventi le critiche all'operato dell'esecutivo da parte delle opposizioni, con una delegazione di docenti precari in sala malamente zittita.

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Botta e risposta

Quando Renzi dice che la legge sulla Rai non può portare il nome di Gasparri viene innescata una prima miccia alle proteste col tweet di risposta dello stesso parlamentare che veniva chiamato in causa.

Sul social si legge testualmente "È un vero imbecille", rivolto al premier. Così scrive Sky.it riferendosi al vicepresidente del Senato. La cronaca dell'evento nelle pagine del Fatto Quotidiano da notizia anche del tentativo di un drappello di precari di poter intervenire per poter esprimere le proprie opionioni. Secca e dura la risposta del premier che rispondeva a tono dicendo che sono sei mesi che il governo parla con loro.

Le incertezze che gravano sulla riforma della scuola

I docenti precari che rischiano di restare fuori dal progetto di riforma della scuola sarebbero, stando ad alcune fonti di stampa quali il Corriere della Sera, almeno 60.000 perché non inseriti nelle graduatorie ad esaurimento che il governo intende eliminare. Secondo un articolo a firma Valentina Santarpia, sarebbero 20.000 i precari in questa graduatoria privi di esperienza che sarebbero in odore di eliminazione.

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Lo stesso sottosegretario all'Istruzione, Davide Faraone, ha parlato di "60mila insegnanti in più", scrive Il fatto Quotidiano. Ma per torvarli occorrerebbe attingere dalla II fascia delle Graduatorie di Istituto. Su questo punto e sul tempo necessario per fare la riforma, come la stessa Stefania Giannini ha detto indicando in 8 anni l'orizzonte temporale, mancano certezze.

Punti critici

Diverse le obiezioni all'azione dell'esecutivo, prime fra tutte quelle della minoranza dem che attacca il premier sul tema del Jobs Act, accusandolo di aver fatto tornare indietro il Paese sul piano dei diritti dei lavoratori. Non convince nemmeno la dotazione di docenti, come rileva Il Fatto Quotidiano nel suo articolo, perché incomprensibile la riduzione di personale per la dotazione dell'organico funzionale. Per quest'ultimo erano previsti 80 mila nuovi docenti, mentre Faraone dice che ce ne saranno 60 mila.