Tutti coloro che dall'Europa vogliono andare a combattere nelle file dell'Isis, cercano di non farsi scoprire durante il loro viaggio verso la Siria. Per questo studiano tragitti più lunghi nel tentativo di rendere più difficile la loro cattura da parte dei servizi di sicurezza europei. Funzionari e diplomatici occidentali hanno raccontato al Wall Street Journal che molti combattenti jihadisti stranieri cercano ancora di volare direttamente in Turchia, da dove possono raggiungere con facilità il nord-est della Siria, sede della roccaforte principale del califfato islamico.

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Tuttavia, si dice che un numero sempre crescente di costoro stiano intraprendendo viaggi sempre più indiretti, che rendono più facile per loro nascondere la vera natura della destinazione.

In particolare, Hayat Boumeddiene, la moglie di Ahmed Coulibaly, colui che aveva assaltato il supermercato kosher di Parigi, per far perdere le proprie tracce, era passata attraverso Spagna e Turchia. Altri viaggiano facendo finta di andare a visitare le proprie famiglie o verso destinazioni turistiche per far perdere le proprie tracce. Il fenomeno viene chiamato "broken travel".

Sembrano essere 3.400 i combattenti europei entrati nelle file dei jihadisti, che complessivamente dovrebbero essere circa 20.000. La pratica del "viaggio spezzato" è una sfida per i funzionari della UE, a lungo impegnati per la libera circolazione delle persone tra i Paesi membri, dove sono praticamente aboliti i controlli dei passaporti alle frontiere. La settimana scorsa i Paesi UE hanno convenuto di condividere più informazioni e banche dati tra di loro per bloccare il viaggio di potenziali combattenti.

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Le mete di questi viaggi sono praticamente due, il confine tra la Turchia e la Bulgaria, che si estende per più di 200 km, e il Cipro del Nord, controllato dalla Turchia, da dove salpano traghetti per il territorio turco sul continente. Cipro è una destinazione popolare tra i turisti, le cui autorità stimano in circa 2 milioni le persone che lo visitano ogni anno. Un funzionario della sicurezza cipriota ha detto al Journal che è certo che una dozzina di militanti abbiano già usato il traghetto per recarsi in Turchia ed unirsi all'Isis.

Purtroppo i tentativi di cooperazione tra le forze dell'ordine dei due Paesi incriminati sono ostacolati da reciproche accuse di lassismo. Le autorità bulgare sostengono che i funzionari turchi non stiano facendo abbastanza per impedire che gli aspiranti terroristi tornino in Europa. Da parte loro, la Turchia dice che la polizia bulgara non blocca gli indagati. Ad esempio, alcuni giorni dopo l'attacco a Charlie Hebdo, la polizia bulgara ha arrestato Fritz-Joachin Joly, socio di uno dei terroristi uccisi.

I turchi dicono che Joachin era in viaggio verso la Siria con altre tre persone, autorizzate a proseguire verso il confine. In seguito i tre sono stati arrestati dalla polizia turca ed estradati in Francia. "I bulgari avrebbero dovuto non farsi scappare quelle tre persone" ha detto un alto funzionario del ministero degli esteri turco, "Non è la prima volta che succede, ed è un problema".