Si aggrava, al 17/2/2015, la situazione di Massimo Giuseppe Bossetti, accusato di avere causato la morte della giovanissima Yara Gambirasio di Brembate, in quanto secondo le indagini in corso sui leggins di Yara sono stati rinvenuti piccoli fili riconducibili ai sedili del furgone di marca Iveco in uso al Bossetti stesso, detenuto ormai da otto mesi.



Sembra quindi di capire che Yara salì sul mezzo del carpentiere di Mapello, particolare che si deve sommare alle tracce di dna trovate sul cadavere.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

Gli investigatori sono quindi convinti del coinvolgimento diretto dell'uomo nella morte della Gambirasio, morta per ipotermia, cioè di freddo, in un campo di Chignolo d’Isola, non potendo chiedere aiuto a causa delle ferite subite.





L'uso da parte di Bossetti del furgone è peraltro provato dalle immagini registrate dalle telecamere, che mostrano il veicolo in transito nella zona di Brembate anche il giorno della scomparsa della sfortunata tredicenne. Tra l'altro il suo Iveco Daily viene ripreso più volte mentrepassa davanti alla palestra dove Yara era solita allenarsi con molto impegno. C'è però una precisazione molto importante da fare, che sarà fatta notare nel processo dagli avvocati dell'uomo: la figura dell'uomo alla guida del mezzo non è riconoscibile. Si tratta quindi di capire se l'Iveco era nella disponibilità di altre persone, magari di alcuni collaboratori dell'uomo.

Ricordiamo che la domanda di scarcerazione è stata presentata per ben due volte ma è stata sempre respinta. Gli avvocati però non demordono ed hanno infatti annunciato ricorso in Corte di Cassazione poiché sono determinati a riportare in libertà un uomo che soffre particolarmente il regime carcerario.

I migliori video del giorno

Fin dall'inizio i suoi familiari e in particolare la moglie si sono schierati al suo fianco. Durante un'intervista televisiva Marita Comi invitò a chiare lettere gli investigatori a cercare altrove, spiegando che il marito non è capace di commettere crimini così efferati.

Nei prossimi giorni le indagini portate avanti dal giudice Letizia Ruggeri si concluderanno e probabilmente ne sapremo di più. L'avvocato incaricato di curare gli interessi di Bossetti si chiama Claudio Salvagni. Allo stato attuale delle indagini sono molti gli elementi che fanno pensare a un coinvolgimento diretto dell'uomo nel turpe delitto.