Semmai ce ne fosse stato bisogno, anche i nostri 007 hanno alzato ulteriormente il livello d'allarme nei confronti del nostro Paese riguardo il pericolo che sopraggiunge dalle coste libiche in questi giorni: lo Stato Islamico avanza senza sosta e i nostri servizi segreti provano a metterci in guardia da attacchi terroristici pressoché imminenti. Secondo alcuni report dell'intelligence nostrana, infatti, ci sono buone probabilità di essere colpiti nelle prossime settimane e nonostante l'attentato nell'hotel di Tripoli di un mesetto fa, Renzi ha smentito sul fatto di intervenire militarmente per risolvere la questione.

Il governo italiano, infatti, vuole temporeggiare per aspettare il via libera di tutto l'Occidente in modo da costituire un fronte più ampio contro una minaccia che si sta via via concretizzando sempre di più. Non solo, perché il pericolo potrebbe approdare indisturbatamente sulle nostre coste meridionali, dato che ci sarebbero almeno duecentomila profughi pronti ad abbandonare il territorio libico per trasferirsi in Italia, con il rischio di infiltrazioni terroristiche mescolate a gente in cerca di riparo da una guerra civile imminente.

Gli analisti, inoltre, sono convinti che un attacco all'Italia potrebbe cominciare dall'assalto ai numerosi impianti petroliferi e del gas che attualmente si trovano nel mezzo fra il nostro Paese e il Nord Africa, gestiti soprattutto da aziende come Eni e Finmeccanica, punti strategici per pianificare un'invasione già preannunciata dagli uomini in nero qualche mese fa.

L'obiettivo di al-Baghdadi e compagni, infatti, rimane quello di arrivare ad ergere la bandiera dell'Isis sulla cupola di San Pietro, uno scenario a cui l'Italia intera non vorrebbe mai assistere.

I tempi si fanno strettissimi per prendere una decisione definitiva al problema, ma la mancanza di coesione fra i Paesi dell'Europa non permette scelte a breve termine che consentirebbero di non allargare ulteriormente il territorio controllato dai jihadisti e non incorrere in una Terza Guerra Mondiale.

E voi cosa ne pensate? L'Italia dovrebbe intervenire militarmente o provare a non commettere l'errore di Bush in Afghanistan e Iraq?



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