La tecnologia è ormai entrata concretamente a far parte della nostra vita quotidiana. D'altronde è l'uso che ne facciamo a qualificarla in senso positivo o negativo. Il caso di cronaca che ci accingiamo a raccontarvi, dimostra come a volte questi dispositivi tecnologici possano addirittura salvarci la vita. La vicenda risale all'agosto scorso ma è stata resa nota soltanto giovedì 12 febbraio dai medici del pronto soccorso di Figline. Tutto inizia in una notte afosa di agosto quando un uomo di 73 anni non riesce a prendere sonno, fa fatica a respirare, così decide di chiamare il medico del 118 che rileva un quadro clinico da immediato ricovero in pronto soccorso: l'anziano ha una frequenza cardiaca di 90 battiti al minuto accompagnata da ipotensione.

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Il paziente viene quindi trasportato al Serristori. L'uomo pur essendo vigile, è pallido, presenta sudorazione diffusa, ma non ha dolore toracico. Attraverso gli altri esami a cui viene sottoposto, si evidenziano valori anomali che richiedono un intervento immediato.

Al pronto soccorso c'è un medico di turno che ha acquisito delle competenze specifiche per fronteggiare questi casi d'emergenza. Il medico esegue un'ecografia toracica che mette in evidenza la presenza di "un versamento pericardico esteso di circa 2 centimetri di spessore, corpuscolato come per emopericardio. Il ventricolo destro risulta compresso, la vena cava inferiore appare dilatata con assenza di escursioni respiratorie. La proiezione parasternale mette in evidenza una dilatazione della radice aortica ai seni di Valsalva con flap intimale come per dissezione".

Insomma è necessario intervenire al più presto per evitare che le condizioni del paziente possano evolvere in un peggioramento fatale. In effetti la diagnosi da tamponamento cardiaco da sospetta dissecazione aortica richiede un immediato trattamento chirurgico del paziente.

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Il medico del pronto soccorso per accellerare i tempi decide di inviare via WhatsApp al cardiochirurgo dell'ospedale di Careggi con cui sta parlando al telefono, le immagini della ecografia effettuata al paziente. Lo specialista conferma la diagnosi effettuata dal medico del pronto soccorso e dispone il ricovero d'urgenza del paziente, senza che ci sia bisogno di ulteriori esami clinici delle sue condizioni. Il paziente arriva quindi all'ospedale Careggi dove viene sottoposto ad intervento chirurgico che in pratica gli salva la vita.