Il dolore dell'Europa per la tragedia avvenuta ieri nei cieli di Francia, sulle Alpi della Provenza, è molto grande. A bordo dell'Airbus 320, oramai è risaputo, vi erano a bordo centocinquanta persone, nessuna di loro si è salvata. Stamani sono stati avvistati i primi cadaveri dei passeggeri, intanto sono all'esame le due scatole nere, al fine di capire cosa sia realmente accaduto durante il momento del tragico incidente. Un incidente questo che sembra ancora inspiegabile ed illogico, gli elicotteri della gendarmerie e della protezione civile sono tuttora impegnati a fare ad eseguire ricognizioni sulla base operativa e sul luogo del disastro.

Un lavoro duro per cercare di recuperare più pezzi possibili dell'Airbus 320 precipitato ieri in tarda mattinata, ma soprattutto si cerca di recuperare i resti dei poveri passeggeri.

Fervono le ricerche dei cadaveri

Il riconoscimento sarà particolarmente difficile nella camera ardente, che si è provveduto ad allestire presso Seyne Les Alpes. Le autorità hanno disposto l'allontanamento di qualsiasi giornalista da tale territorio, al fine di preservare (e riservare) tutto ai familiari delle vittime. Il paese si è mobilitato per assicurare un degno accoglimento a diversi tedeschi, spagnoli ma anche inglesi, infatti le ultime notizie hanno parlato della presenza di tre passeggeri britannici a bordo dell'Airbus. Un altro particolare è stato quello della presenza di molte luci attorno al relitto ieri sera, luci che sono servite a tenere lontani i lupi.

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Tali animali infatti potrebbero di sera creare problemi alle ricerche; "Dobbiamo fare più in fretta dei lupi", ha affermato un portavoce del ministro dell'interno.

La dinamica dell'incidente è ancora tutta da chiarire, ma la notizia importante è che le due scatole nere, la prima in cui sono registrate le voci provenienti da chi era all'interno dell'aereo, e la seconda in cui sono conservati i dati del volo, sono state ritrovate. Sono entrambe danneggiate, ma il ministro dell'interno francese è fiducioso che possano comunque fornire informazioni preziose. Soprattutto la seconda scatola nera potrebbe permettere di ricostruire le reali dinamiche dell'incidente, ma sarebbe stata ritrovata priva della scheda di memoria interna. L'unica cosa sicura è che l'Airbus è passato in undici minuti di volo (i primi tre dei quali con una progressione molto lenta) da 11.582 metri a quota 2110. Otto minuti di discesa rapida prima che il suo segnale fosse perso dai radar. Per gli esperti si tratta di un ritmo di volo e di velocità tipico a quello degli aerei che si stanno avvicinando ad un aeroporto e prossimi ad un atterraggio. C'è da dire, però, che l'aereo non ha cambiato rotta e si è schiantato contro una montagna; tutte le ipotesi restano aperte, anche se la pista terroristica è la meno probabile. La rotta era giusta, le condizioni meteo buone, qualcosa d'imprevisto è sicuramente accaduto, le indagini per scoprire la verità proseguono.