Gli occhi del mondo, oggi più che mai, sono puntati sull'Afghanistan. In particolare l'India segue con molta attenzione gli sviluppi delle elezioni presidenziali. Abdullah o Ghani succederanno al presidente Karzai e l'India si domanda come possa cambiare la sua influenza sull'area. A destare maggior preoccupazione sono i tentativi dei talebani di boicottare le elezioni e lo stato di guerra civile in cui il Paese sembra esser caduto dopo che il candidato della Coalizione Nazionale per l'Afghanistan, Abdullah Abdullah, si è autoproclamato vincitore nonostante il suo avversario, Ashraf Ghani, fosse uscito vincente dal ballottaggio.

Il motivo addotto a giustificazione di ciò dall'ex Ministro degli Esteri, il quale al primo turno aveva ottenuto circa il 15% in più dei voti rispetto all'avversario, sarebbe la presenza di brogli, alla cui verifica Ghani ha già dato il suo consenso. La rivalità tra i due leader sta mettendo a repentaglio la fragile stabilità nazionale minata dalle continue rivalità tra etnie. Una stabilità nazionale che l'India ritiene indispensabile per la sicurezza della regione asiatica.

Fin dalla caduta del regime dei talebani nel 2001, l'India è intervenuta con un mix di aiuti e soft power, con la convinzione che lo sviluppo economico e sociale della Nazione fosse essenziale per la sua stabilità. Oggi è il quinto maggior donatore bilaterale dopo USA, Gran Bretagna, Giappone e Germania. Oltre ad incoraggiare le aziende indiane ad investire in Afghanistan, il governo indiano ha organizzato un Summit a New Delhi per attrarre investimenti stranieri nel territorio afghano in vari settori.

Numerosi anche gli interventi diretti nella creazione di infrastrutture, tra cui la costruzione della Border Roads Organitation, una strada da usare per il trasporto merci, che si snoda per 218 Km lungo il confine iraniano, e che congiunge Zaranj a Delaram. Sempre per favorire gli scambi commerciali è stata finanziata la costruzione di una ferrovia di 900 Km da Chahabar a Hajigak dove l'India si è attivata anche per la creazione di una miniera.

Il risultato di questi investimenti è l'aumento degli scambi commerciali tra i due Paesi da 80 milioni di dollari nel 2001, a 280 milioni di dollari nel 2010.

Altri progetti sul territorio che hanno visto l'impegno indiano sono la costruzione del Parlamento afghano a Kabul, e i 10,8 miliardi di dollari investiti nel progetto energetico della diga di Salma, in provincia di Herat. In aggiunta è stato firmato da poco un accordo trilaterale tra India, Iran e Afghanistan per la creazione del porto di Chahabar, in Iran, per il transito di merci verso l'Asia Centrale e viceversa.

Questo è l'unico modo per avere legami commerciali diretti tra India e Afghanistan, vista l'animosità pakistana che permette all'Afghanistan il trasporto di merci in India attraverso il suo territorio, ma non viceversa .

Sul versante umanitario l'India è attualmente attiva in varie missioni mediche su tutto il territorio afghano. Ha inoltre attivato progetti come l'erogazione, attraverso "l'India Council for Cultural Relations" (ICCR), di 676 borse di studio universitarie a lungo termine per studenti afghani che vogliono studiare in India.

Il suo obiettivo è quello di far dell'Afghanistan un punto di unione tra Asia Centrale ed Asia Meridionale. Per ora attendiamo i risultati definitivi di queste elezioni interminabili in questa Nazione che sembra non trovare una stabilità interna.

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