Cosima Serrano, zia della piccola Sarah Scazzi e madre di Sabrina Misseri, ha rotto il suo silenzio durato circa cinque anni, da quando il cadavere della ragazza fu ritrovato in un pozzo ad Avetrana. La donna ha dato il suo consenso a parlare davanti le telecamere accese il ventisette Febbraio scorso, un desiderio dunque di farsi vedere in volto mentre ha dato la sua versione dei fatti, in cui ha dichiarato di essere innocente. Cosima si è presentata come una donna molto provata fisicamente e spiritualmente, ad assistere al suo discorso, anche la sorella Concetta (la madre di Sarah), il marito Michele, il quale continua a dichiararsi colpevole, e la figlia Sabrina, all'ergastolo come lei.

Non perdere gli ultimi aggiornamenti Segui il Canale Cronaca Nera

Cosima avrà convinto qualcuno durante le sue dichiarazioni pubbliche? Una donna provata Cosima come è stato detto, molto diversa da quella donna dall'aria dura e vagamente sprezzante che avevamo conosciuto nel 2010 tramite i media televisivi.

Il punto di Cosima

In un'ora e mezza circa di dichiarazioni spontanee, Cosima ha ripercorso i punti salienti (ed oramai cristalizzati) della tragica storia, rivolgendosi insistentemente alla sorella Concetta, la quale l'ascoltava seduta in aula poco lontana da lei. Quasi alla ricerca di un soccorso e di un segno di condivisione si potrebbe dire. "Io ti ho sempre aiutata, ora aiutami tu" sembrava dire Cosima alla sorella. "Prima di tutto si è molto parlato di odio, gelosia ed invidia, ma quì è presente la mia unica sorella, ma io non ho mai sentito che tipo di invidia, che tipo di gelosia, che tipo di rancore io provassi. Noi siamo una famiglia di sani principi, ci siamo sempre aiutati fra noi; non per niente quando Concetta aveva bisogno del mio aiuto sono stata sempre presente nei suoi confronti" ha dichiarato l'anziana donna durante il processo.

I migliori video del giorno

Tuttavia Concetta è rimasta impossibile per tutto il tempo, anche quando Cosima nel descrivere il suo status di presunta persona innocente, condannata ingiustamente, ha invocato persino Gesù Cristo: "Dopo anni di solito si scopre che uno condannato era alla fine innocente. Ciò accade per errore dei giudici, o perchè non vogliono dire di aver sbagliato, oppure perchè hanno iniziato a prendere quella strada e pur se errata la vogliono continuare a percorrere, non saprei ... Il punto è che sono passati 2015 anni dalla morte di Gesù Cristo ucciso dal popolo, non so se sia giusto fare quello che decide il popolo; sono nella sua stessa condizione".