Sabato 18 aprile è una data di assoluta importanza del futuro prossimo. Infatti, è fissata per questo giorno la mobilitazione che vedrà come parte attiva e integrante i cittadini di molte nazioni del mondo.
Questo weekend persone, movimenti della società civile e organizzazioni varie scenderanno nelle piazze di oltre trecento città sparse nei diversi Paesi del globo terrestre, con un unico fine: reclamare l'interruzione delle trattative del "Transatlantic Trade and Investment Partnership" (TTIP).
"Le persone e il pianeta prima dei profitti", questo lo slogan affisso sulle moltitudini di striscioni che, mantenuti alti dalle persone manifestanti, invaderanno strade e centri urbani e che accomunerà milioni di coloro i quali decideranno di protestare contro il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti.



Per la giornata di sabato prossimo si contano trecento eventi in Europa e circa un centinaio nel resto del cosmo, con il continente americano in prima fila dopo quello europeo. Gli attivisti che sceglieranno di prendere parte alla Giornata Globale di Mobilitazione, come è possibile apprendere dal sito Global Trade Day, invieranno un messaggio forte e chiaro "contro gli accordi sul commercio e gli investimenti che minacciano i nostri diritti democratici, la nostra sovranità alimentare, i nostri posti di lavoro e l'ambiente". "Nella Giornata Globale di Mobilitazione - si legge - denunciamo gli accordi che ci colpiscono direttamente, però allo stesso tempo vogliamo aumentare la consapevolezza circa l'esistenza di altri accordi simili in altre parti del mondo (TPP, TISA e CETA, ndr), guidati dallo stesso programma di continue deregolamentazioni e liberalizzazioni". Tutto ciò ha e avrà nel suo unico intento quello di arrestare l'avanzata delle negoziazioni sulla liberalizzazione degli scambi commerciali e degli investimenti per favorire e incoraggiare un'economia che serva allo sviluppo delle popolazioni e del pianeta.



Qualora il TTIP venisse approvato si avrebbe un cambiamento del sistema economico rischioso per la sostenibilità socio-ambientale, già messa a repentaglio con le attuali condizioni. L'Italia, considerando specificamente il nostro Paese, potrebbe vedersi sbaragliati settori di fondamentale importanza quali quello agricolo, industriale e dei servizi pubblici. E sono da ritrovare in questi punti le motivazioni del perché più di duecento organizzazioni nazionali hanno aderito alla Campagna Stop TTIP Italia, così denominata, e che presiederanno alla giornata di azione globale con una trentina di iniziative che avranno luogo sul territorio nazionale. Da Milano a Lecce, passando per Verona, Firenze e Salerno.

Insomma, flash mob e cortei di folti di manifestanti sono previsti nelle piccole e grandi città d'Italia. Oltre 1 milione e 700 mila sono i cittadini europei che hanno sottoscritto la petizione per richiedere alla Commissione Europea la sospensione delle trattative del TTIP. La raccolta firme andrà avanti fino ad ottobre, mese entro il quale si mira a raggiungere i 2 milioni di firmatari.