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Il bilancio ufficiale del sisma in Nepal è di oltre 3200 morti e 6mila feriti. La cifra, purtroppo, sale ogni minuto. Il Terremoto di 7,8 gradi nella scala di Ritcher è stato uno dei peggiori della storia della zona, superato soltanto dal sisma del 1934, quando sono morte 8.500 persone. Tra loro due italiani travolti da una valanga mentre facevano trekking nella Rolwaling Valley.

Le vittime

L'epicentro del sisma è stato registrato a 150 chilometri all'ovest di Katmandu, ed è stato sentito anche in India, dove sono morte 20 persone. Nel Tibet le autorità cinesi hanno riportato una decina di morti. Il terremoto ha poi provocato una valanga nell'Everest, dove circa 10 alpinisti sono moti.

Aiuti internazionali

India e Cina hanno inviato aiuti militare nelle zone devastate e nelle aree in cui gli alpinisti sono rimasti isolati. Il Pakistán ha inviato quattro aerei militari C-130 Ercole con personale di salvataggio e assistenza sanitaria. Giappone e Stati Uniti si sono impegnati con un team di salvataggio.

La deformazione dell'Himalaya

Le repliche continuano e la mancanza di risorse per l'assistenza dei feriti ha scatenato il caos. L'Unicef ha lanciato l'allerta di emergenza per oltre un milione di bambini. Il sisma in Nepal è avvenuto in una delle regioni con maggiore attività tettonica della Terra: la deformazione dell'Himalaya. Negli ultimi 100 anni in questa zona ci sono stati tre terremoti tra i 7.8 e gli 8.5 gradi. Alcuni studi indicano che c'è stato un terremoto di 8.8 gradi nell'anno 1100.

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Il fatidico "contatto"

Il drammatico terremoto dello scorso sabato, quindi, non è una sorpresa. La zona dell'Himalaya si trova nell'area di contatto di due grandi placche tettoniche: la placca India al sud, che tocca la placca euroasiatica al nord. Questo "contatto", che avviene da circa 50 milioni di anni, attualmente, secondo alcuni dati GPS, avviene a una velocità di 45 millimetri all'anno. Questo fenomeno provoca un'enorme concentrazione di forze e un'intensa deformazione della corteccia della regione. Così è nata la deformazione dell'Himalaya e l'Altopiano del Tibet, con tutte le pieghe e le grandi catene montuose.

L'"accavallamento"

Secondo esperti geologi internazionali, il sisma in Nepal ha l'origine in una di queste grandi pieghe, che in termini tecnici sono conosciute come accavallamenti. L'epicentro del terremoto non è altro che il punto dove comincia il contatto e parte il movimento repentino. Si tratta di un processo di rottura, che dura più di un minuto e si allarga.

Più alta è la superfice dove si trova, più forte sarà la scala del terremoto.

Nefaste coincidenze

Stando ai primi rilevamenti, il sisma in Nepal è stato prodotto da un movimento in un'area di 140 per 60 chilometri nell'accavallamento di fronte all'Himalaya. I meccanismi focali calcolati dai dati sismici indicano che il piano del contatto ha un'inclinazione molto bassa. Tutto questo, sommato al fatto che si tratta di uno scavalcamento attivo a poca profondità, ha posizionato il movimento quasi in superficie, conferendogli una particolare forza. Una serie di nefaste coincidenze tecniche in una zona già di per se vulnerabile ai movimenti tettonici.