Ancora una volta, l'Isis si rende protagonista di orrori e di crimini contro l'umanità. Dopo le teste sgozzate dei prigionieri dell 'Occidente, arrivano le agghiaccianti testimonianze dell'inviata dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Zainab Bangura, rientrata da un viaggio in Medio Oriente, proprio nelle zone in cui i militanti jihadisti stanno imperversando con le loro violenze.
Stavolta, gli orrori riguardano la violenza sulle donne, trattate da vere e proprie schiave sessuali. Il racconto della portavoce Onu fa venire letteralmente i brividi: l'Isis, durante le sue avanzate nei diversi villaggi, separa le donne dagli uomini, con un occhio di riguardo, naturalmente per le più giovani. 
I militanti le spogliano, 'verificano' la loro verginità e valutano la loro bellezza anche e soprattutto in considerazione delle dimensioni del loro seno. Poi si stabilisce un 'prezzo': le ragazze più carine vengono mandate al quartier generale siriano dell'Isis, a Raqqa, dove verranno 'vendute'. A questo proposito, l'Is ha decretato una vera e propria gerarchia degli acquirenti: gli sceicchi possono godere della 'prima scelta', seguiti dagli emiri ed infine dai combattenti.

Ragazza bruciata viva per essersi rifiutata di subire brutali violenze sessuali

Zainab Bangura afferma di non mai assistito a simili brutalità, descrivendo gli atti sadici e i metodi usati dai militanti jihadisti nel violentare, costringere alla prostituzione e alla schiavitù queste giovani donne. 'Ho saputo di una ragazza che è stata venduta ventidue volte' dichiara inorridita la diplomatica del Sierra Leone 'e di una ragazza che è stata addirittura bruciata viva dopo essersi ostinatamente rifiutata di subire un atto sessuale estremo a cui l'uomo che l'aveva 'acquistata' voleva costringerla'.
Le ragazze, in generale, dopo essere state vendute, sono costrette a subire violenze sessuali anche per qualche mese, prima di essere 'rivendute': prima però di un nuovo 'passaggio di proprietà', vengono costrette a subire un'intervento di ricostruzione del loro imene per 'restituire' loro la verginità. In pratica, viene 'ricucita' tale membrana per far sì che il loro 'prezzo' non perda valore.
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