'Lui sa tutto, Ivano sa molto di più di quello che ha detto'. Queste le parole pronunciate da Virginia Coppola, ex compagna di Ivano Russo, uno dei tanti personaggi del tristemente noto delitto di Avetrana. Come ampiamente risaputo il caso si riferisce alla morte della quindicenne Sarah Scazzi, uccisa nell'agosto del 2010, una vicenda apparentemente chiusa per la quale la zia di Sarah, Cosima Serrano, e la cugina della vittima, Sabrina Misseri, sono state condannate all'ergastolo. Le ultime notizie sul caso di Sarah Scazzi aggiornate ad oggi 21 maggio non possono allora non concentrarsi sulla figura del Russo, che all'epoca dei fatti balzò 'agli onori della cronaca' per essere finito al centro di un presunto triangolo fra le due cugine.

Allora la sua posizione venne stralciata, ma le dichiarazioni dell'ex compagna, dalla quale ha avuto anche un figlio, contribuiscono a riaccendere i riflettori della scena sulla sua persona. E non solo su di lui, dato che Pietro Argentino, il procuratore aggiunto, e Mariano Buccoliero, sostituto procuratore, hanno già disposto la notifica di 12 avvisi di garanzia. L'atto segna ufficialmente l'avvio di un'inchiesta Scazzi bis.

Aggiornamenti e ultime news Sarah Scazzi oggi 21 maggio, riaffiora il delitto di Avetrana: Ivano Russo era presente al momento del crimine?

Appare doveroso chiarire un punto. Quella che va sviluppandosi è un'inchiesta parallela a quella condotta all'epoca dei fatti sulla morte di Sarah Scazzi, non è certo quello il caso che viene riaperto, per il quale ci sono già due colpevoli in galera. Se qualcuno però ha mentito o hai ostacolato le indagini degli inquirenti dovrà pagare. Le ultime news su Sarah Scazzi e sul delitto di Avetrana relative a quest'oggi, 21 maggio, ci dicono che il sospettato numero uno è Ivano Russo: il ragazzo ha sempre dichiarato di trovarsi a casa a dormire nel momento del delitto, ma la compagna sostiene che si trovasse a casa Misseri. 'Lo dice solo per vendicarsi' è stata la replica di Russo, che continua a sostenere la propria versione dei fatti. 'Io ero in casa a dormire, non avevo motivo di andare dai Misseri'. La verità verrà adesso accertata dagli inquirenti, a stupire e non poco è però come a distanza di tanti anni possano tornare ad affiorare dei dubbi su certi casi di cronaca nera. O peggio ancora, queste vicende debbano ancora chiudersi o culminare con un processo. Come nel caso del delitto di Yara Gambirasio, con Massimo Bossetti, il presunto killer, che andrà a processo solo il 3 luglio di quest'anno per un crimine che è stato commesso 5 anni fa. Temi come questi meriterebbero riflessioni più serie e approfondite. Noi seguiremo comunque i prossimi sviluppi, cliccate il tasto 'Segui' in alto a destra per continuare a rimanere aggiornati.