I tre astronauti della Missione 42 che dovevano tornare lo scorso 13 maggio, Terry Virts, Anton Shkaplerov e Samantha Cristoforetti, sono ancora sulla Stazione Spaziale Internazionale a causa del recente fallimento del cargo russo Progress 59 lanciato il 28 aprile.

Il carico era andato perso a causa di un grave malfunzionamento le cui indagini sono ancora in corso. La capsula era poi precipitata in mare lo scorso 8 maggio.

Samantha, la prima astronauta italiana ad essere lanciata, non era stata proprio delusa per il cambiamento di programma. Probabilmente nessuno sarebbe scontento di rimanere un altro mese o chissà quanto, tra le stelle.

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La causa? La distruzione del cargo Progress

La distruzione del cargo ha però innestato una reazione a catena di ritardi nell'agenda della ISS e delle agenzie spaziali coinvolte nelle missioni, Nasa, Roskosmos, Esa ed Asi. A farne le spese principalmente l'organizzazione della prossima missione umana che doveva essere lanciata il 26 maggio e che è slittata a fine luglio, secondo i funzionari Nasa. Il lancio della prossima Soyuz dal cosmodromo di Baykonur vedrà protagonisti Kjell Lindgren della NASA, Oleg Kononenko di Roscosmos e Kimiya Yui della Japan Aerospace Exploration Agency.

"Il ritardo del ritorno a Terra verrà deciso in collaborazione con l'organizzazione del prossimo lancio della Soyuz in modo da minimizzare il tempo durante il quale sulla ISS rimarranno solamente tre persone, così da permettere di continuare la ricerca scientifica a bordo al massimo livello", ha affermato il portavoce della Nasa Dan Huot, del Johnson Space Center di Houston.

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Nel frattempo il prossimo carico, il Progress 60 sarà lanciato ai primi di luglio, mentre la capsula robotica Dragon di SpaceX dovrebbe essere lanciata il 19 giugno, ma ancora c'è tempo per un ripensamento.

Non c'è pericolo per le scorte.

Fortunatamente le scorte a bordo della stazione spaziale sono sufficienti per durare fino al prossimo autunno. Virts, Shkaplerov e Cristoforetti arrivarono alla stazione spaziale nel mese di novembre ed hanno seguito numerosi esperimenti. Rimarranno ancora per qualche settimana, di sicuro senza annoiarsi, ma c'è da dire che ancora non c'è nessuna certezza sulla data del rientro (forse intorno alla metà di giugno) a causa dei troppi fattori da dover calcolare che al momento risultano essere incognite.