Obiettivo numero 1: rintracciare gli alieni nello spazio. Forme di vita extraterrestre da individuare, la caccia a prove e segnali provenienti dal cosmo. Questa in sintesi l'operazione, a sfondo scientifico ed astronomico, messa in piedi dal miliardario russo Yuri Milner (nativo di Mosca ma trapiantato da anni in California). Il progetto 'Breakthrough Initiatives' non deve essere visto come l'eccentricità di un magnate in cerca delle attenzioni dei mass media, tutt'altro. La storia imprenditoriale di Yuri Milner dimostra come le iniziative da lui varate portino un carico di innovazione e raccolgano successi concreti.

Inoltre, fattore di non poco conto, il miliardario di origini russe ha raccolto il pubblico e manifesto sostegno da parte di alcuni dei più prestigiosi nomi della scienza e dell'astronomia contemporanea.

Stephen Hawking, Geoff Marcy, l'astronomo reale Martin Rees e Frank Drake, noto negli ambienti astronomici per essere stato il fondatore del SETI. Ampio risalto all'iniziativa su tutti i mass media internazionali, The Economist e New York Times in primis.

100 milioni di dollari per la 'caccia' agli alieni nello spazio

I mezzi economici, considerando che si parla di progetto in ambito privato, appaiono senza precedenti. Per 'Breakthrough Initiatives' è stato stanziato un budget di circa 100 milioni di dollari. Il progetto astronomico dovrebbe svilupparsi in un decennio per poi eventualmente evolvere. L'obiettivo dichiarato è ambizioso, intercettare un messaggio extraterrestre nello spazio, una prova inequivocabile della presenza di civiltà evolute al di fuori dal nostro sistema solare e nello spazio ignoto.

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Alieni nel cosmo e il segnale 'Wow!'

Il 15 agosto 1977 il SETI intercettò un enigmatico segnale apparentemente proveniente dallo spazio, un episodio che ancora oggi scatena dibattiti e opinioni differenti in seno alle schiere di astronomi e scienziati. Fu una semplice illusione o era la prova di qualcuno che tentava un contatto con il pianeta Terra dallo spazio ignoto? Il segnale fu battezzato 'Wow!', in omaggio alla reazione emotiva di chi per primo notò l'anomala ricezione. Non fu mai più intercettato nulla di simile e rimase un episodio inedito.