Una notizia shock che commuove e farà discutere: una ragazza belga di appena 24 anni ha chiesto e ottenuto l'eutanasia per se stessa e adesso prepara i suoi funerali entro quest'estate. La malattia di cui soffre non l'ha colpita nel fisico e non la costringe su una carrozzella o in un letto di ospedale, è di tipo psicologico: una grave depressione, contro la quale dice di aver lottato per ogni istante della sua breve vita fin dalla prima infanzia. Dal 2002, la legge in Belgio consente ai pazienti affetti da malattie gravi e incurabili che soffrono fisicamente o psicologicamente in modo "costante, insopportabile e implacabile" di ricorrere alla dolce morte.

Dal 2014, la legge è stata estesa anche ai bambini. A riferire la notizia è il quotidiano fiammingo De Morgen per bocca di una sua giornalista che nei giorni scorsi ha incontrato di persona Laura, nome di fantasia, che dice di essere tranquilla di fronte alla morte imminente, dal momento che il dolore che la opprime e la assedia da sempre ha finalmente i giorni contati. Laura, che proviene da un contesto famigliare difficile, ha già cercato di suicidarsi più volte e ha compiuto negli anni numerosi gesti di autolesionismo.

Il male di vivere l'aveva anche portata a farsi ricoverare volontariamente in strutture specializzate, ma ora sente di non poter far altro che morire per essere liberata da questo peso enorme che la opprime da sempre.

Secondo il racconto della ragazza, famigliari e amici sarebbero dalla sua parte e avrebbero infine accettato e compreso le sue ragioni. Quello che è certo è che Laura è riuscita a convincere almeno i tre diversi medici che secondo la normativa vigente devono esprimere il loro consenso clinico all'eutanasia.

La procedura non è così semplice e comporta una serie di controlli, un lungo tempo per esaminare la situazione oltre alla possibilità di cambiare idea fino all'ultimo minuto. Per prima cosa il paziente deve rivolgere una domanda dettagliata al medico di base o a uno specialista di sua fiducia che dev'essere il primo a valutare se ci siano le condizioni per concedere l'eutanasia. Ottenuto questo primo consenso, occorre interpellare altri due medici assolutamente terzi che devono poter riesaminare dall'inizio e nel suo complesso tutta la storia clinica del paziente e formulare anche loro, in modo del tutto indipendente, il loro parere.

Solo se tutti e tre gli specialisti interpellati si trovano d'accordo, il paziente può ottenere ciò che ha richiesto. Il caso di Laura non sarebbe così isolato, secondo alcune stime, infatti, tra i circa 1.900 pazienti belgi che chiedono ogni anno di poter porre fine al loro dolore con la morte, ce ne sarebbero almeno una sessantina affetti da varie malattie psichiatriche.

Perplesse le prime reazioni di psicologi e psichiatri. In molti a ritengono che, soprattutto in un'età così giovane, siano ancora possibili percorsi di terapia efficaci e che precludersi questa possibilità possa configurarsi come un errore.

D'altra parte però, la scelta resta individuale e su temi così delicati e personali tutti restano prudenti in un assoluto rispetto del dolore della persona.

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