Un orrendo delitto si è consumato a Palizzi Marina, in provincia di Reggio Calabria. Un uomo di circa quarant'anni ha dapprima travolto e investito un cinquantenne, poi ha fermato l'auto, è sceso e, armato d'ascia, ha proseguito nel suo omicidio colpendolo più volte. Un delitto atroce e cruento che ha scioccato l'intera comunità del paesino calabrese, e intorno al quale stanno proseguendo le indagini dei carabinieri di Locri, coadiuvati dalla Procura della Repubblica, per comprendere i reali motivi che hanno spinto un commerciante di 41 anni ad accanirsi così brutalmente su un conoscente.

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L'assassino si è costituito dopo il delitto: perché l'ha fatto?

Erano le ore 20 a Palizzi Marina, quando un Suv ha investito Antonio Genova, un uomo di 50 anni.

Il conducente dell'auto, quando è sceso, non l'ha fatto per soccorrere la vittima ma, con un'ascia tra le mani, si è accanito sull'uomo riverso a terra, colpendolo più volte fino a causargli la morte. Francesco Ferraro, commerciante di 41 anni, dopo aver commesso il violento omicidio, al quale tra l'altro avevano assistito diversi testimoni, ha deciso di recarsi nella caserma dei carabinieri per confessare ciò che aveva fatto.

Gli inquirenti, in queste ore, stanno cercando di comprendere il movente dell'assassinio. Secondo le prime informazioni raccolte, sembra che tra i due conoscenti, già da un po' di tempo, vi fossero delle frizioni. Tuttavia, al momento non si è ancora capito quali potessero essere i motivi che hanno spinto Ferraro ad uccidere Genova in modo così violento. I rapporti tra i due non erano per niente buoni e, probabilmente, dopo l'ennesimo screzio, il commerciante calabrese deve aver perso la testa, decidendo di salire sulla sua automobile e di travolgere il cinquantenne.

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Subito dopo, non contento, si è accanito con un'ascia sulla sua vittima, approfittando che fosse a terra inerme e intontita per le contusioni causate dall'impatto con il Suv. La morte, infatti, sarebbe sopraggiunta proprio per i fendenti d'ascia con cui Ferraro ha colpito duramente Genova. Subito dopo la confessione, l'omicida è stato trattenuto in stato di fermo.