Ilaria Boemi aveva soltanto 16 anni: un'altra vita strappata prematuramente, quella della ragazza trovata morta in spiaggia a Messina, che purtroppo ha ceduto ad un destino beffardo. Una domenica sera d'estate trascorsa come tante nei lidi della litoranea della città, poi d'improvviso il dramma di una giovane vita che cercava riparo dai suoi problemi come fanno tanti dei suoi coetanei negli spinelli, nell'alcool o in qualche pastiglia di ecstasi capace di donarle senso di libertà. Ma quella maledetta domenica il tentativo di Ilaria di fuggire dai suoi problemi si è trasformato in un'immane tragedia che l'ha portata via dalla sua famiglia e dalla sua città.

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Una vicenda misteriosa

Da una prima ricostruzione la notizia della morte di Ilaria Boemi, 16 anni, è apparsa con un alone di mistero in tutti i quotidiani e tg nazionali: si narrava di questa giovane il cui corpo è stato rinvenuto esanime dai carabinieri, allertati da una chiamata nella notte tra domenica 9 e lunedi 10 agosto.

La ricostruzione della vita della giovane inizialmente è risultato difficile: la ragazza era priva di documenti e gli amici che hanno fatto la telefonata erano scomparsi. Piano piano gli inquirenti hanno ricostruito ogni minimo istante della vita della giovane riuscendo a rintracciare i familiari, gli amici e anche i due ragazzi che sono fuggiti quella notte. 

La ricostruzione degli amici

Hanno avuto paura e sono fuggiti lasciandola sola: questo è emerso durante la dichiarazione dei due amici di Ilaria che dopo aver trascorso la serata in sua compagnia hanno assistito al malore della giovane chiedendo aiuto ad un passante allertando i soccorsi. Ma quando hanno visto sopraggiungere la squadra dei carabinieri hanno deciso di scappare. Dalle prime analisi tossicologiche sembra emersa la presenza di droga e alcool nel sangue di Ilaria Boemi: la conferma si riceverà soltanto nelle prossime ore, ma gli esami eseguiti parlano chiaro, la giovane è morta per aver ingerito un mix letale di alcool e droga. 

Ascoltare l'assordante silenzio dei giovani

In poco più di una settimana un'altra vittima giovanissima per l'uso di queste sostanze: come si può spiegare ai nostri giovani che la vita - nonostante le innumerevoli difficoltà - va vissuta, e che nascondersi dietro l'alcool e la droga non serve a nulla? È difficile capire quello che gli adolescenti vivono soprattutto se si trovano dinnanzi a difficoltà e ambiguità familiari, tuttavia siamo tutti responsabili di queste morti assurde perché i nostri giovani ci appartengono e dobbiamo fare in modo di non farli sentire soli. Ilaria non potrà più tornare e i suoi amici sicuramente porteranno dentro di loro il senso di colpa di averla abbandonata: speriamo che si possa tirare un freno a queste tragedie che si consumano silenziosamente davanti ai nostri occhi.

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