Ora dopo ora la tempesta tropicale denominata Erika si avvicina alle coste statunitensi, seminando mietendo vittime e radendo al suolo città. In Florida è già stato dichiarato lo stato di emergenza, mentre dalle isole caraibiche arrivano notizie poco confortanti. Sarebbero infatti oltre 30 i morti dovuti al passaggio della tempesta, almeno 9 vittime accertate solo sull'isola caraibica di Dominica, in gran parte causati dalle frane provocate dalle piogge torrenziali, decine i dispersi. I danni alle infrastrutture sono pesanti e coinvolgono l'intera isola. Il primo ministro di Dominica , Roosevelt Skerrit ha postato sulla propria pagina Facebook varie foto scattate durante e dopo la tempesta.

I danni sono stimati in oltre 10 milioni di dollari al momento. Notizie più positive giungono invece da Porto Rico: tanta paura ma non risultano vittime, mentre anche qui ingenti i danni alle infrastrutture.

Erika verso Santo Domingo e gli States - La tempesta prosegue ora il suo cammino verso Santo Domingo, Repubblica Dominicana, dove circa 7500 persone sono state fatte evacuare e centinai di edifici risultano già danneggiati dai forti venti. Secondo le previsioni Erika dovrebbe proseguire il suo cammino attraversando le Bahamas e parte delle coste settentrionali dell'isola di Cuba nella giornata di sabato. Nel frattempo in Florida, dove secondo le previsioni Erika dovrebbe giungere lunedì, è stato proclamato la stato d'emergenza. Il governatore Rick Scott ha riferito che la tempesta costituisce una "minaccia seria" e "non si sa con precisione dove la tempesta colpirà, come non sappiamo quanta pioggia colpirà le nostre coste".

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Secondo gli esperti, Erika rimarrà classificata come tempesta tropicale approcciandosi alle coste meridionali della Florida, per poi diminuire di intensità giungendo sul continente americano. Tuttavia gli esperti sostengono che questa tempesta risulti "atipica" e rimane "incertezza riguardo l'evoluzione della tempesta stessa" perciò le previsioni potrebbero subire variazioni con il passare delle ore