Alta tensione in Ucraina: scontri nella capitale, Kiev, con un morto e decine di feriti. Si sarebbe arrivati a novanta feriti in totale, anche se il numero è destinato a salire. Testimoni oculari hanno visto persone a terra, ricoperte di sangue, con ferite a braccia e gambe. Lacrimogeni sono volati da tutte le parti, mentre un fumo denso si è alzato sulla zona. Il motivo della rivolta sta nell’approvazione di una riforma costituzionale da parte del Parlamento ucraino. Con 265 voti a favore sui 226 richiesti e 87 contrari, è stata approvata una bozza della riforma che conferisce  una maggiore autonomia ai territori orientali russofoni in mano ai ribelli.

Si tratta di territori contesi nel corso della storia e dei secoli. La zona che è toccata in modo particolare da questa riforma è il donbass, o bacino del donec: regione storica dell’Ucraina.

Teatro da più di un anno di scontri armati tra i separatisti filorussi, appoggiati da Vladimir Putin e l'esercito di Kiev. Nei giorni scorsi i combattimenti si erano intensificati. I dimostranti, molti dei quali appartenenti al partito di estrema destra Svoboda, sono armati di mazze di legno e gas lacrimogeni. Per domani sarebbe previsto un cessate il fuoco, in quanto è anche il giorno della riapertura delle scuole. In campo internazionale, oggi, l’Ucraina ha consumato l’ennesimo strappo con Mosca. Infatti il Governo ucraino ha decretato la fine dell'accordo con la Russia sulla cooperazione nell'ambito del settore della difesa.

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Una situazione, dunque, non facile, che rischia di continuare ancora per molto tempo; finché non sarà trovata una soluzione. Appare improbabile per ora che si possa trovare una via che metta d’accordo le parti. Secondo quanto riportato dal sindaco di Kiev, la città interessata dagli scontri, i morti sarebbero tre e non uno solo, ma in questo senso non ci sono conferme ufficiali. Non ancora, perlomeno. La situazione, infatti, è in rapido cambiamento, con il rischio di un escalation di eventi. Anche dei giornalisti delle emittenti ucraine 'Canale 5' e 'Tsn' sono rimasti feriti dall'esplosione. Quella approvata dal Parlamento è una misura voluta dall'Occidente e contenuta negli accordi di Minsk firmati a febbraio, dove era richiesta a Kiev l'attuazione di una decentralizzazione entro la fine dell'anno. Per quanto riguarda la cronaca, la situazione è in rapida evoluzione e ci saranno aggiornamenti per quanto concerne i feriti e gli eventuali morti. D'altronde è da tempo che questo genere di scontri si verifica. Era accaduto anche nel mese di luglio. Dal punto di vista politico rimane l’approvazione in prima lettura della bozza che concede maggiore autonomia ai territori orientali, russofoni.