In questi giorni sta cambiando la visione politica suimigranti, da parte di molti governi europei: adesso che migliaia di profughi bussano a frontiere diverse da quelle mediterranee,si incomincia a pensare che tale epocale fenomeno non sia un problema esclusivo di Italia e Grecia.

Infatti,“il problema” ha raggiunto l'Europa Centrale.Dopo i 71 morti del camion in Austria, ci saranno delle maggiori disponibilità a proporre soluzioni da parte degli Stati di quell'area,Germania in testa, ma il fenomeno migratorioin corso resta ancora “lontano”, almeno come percezione, nelle Repubbliche baltiche e nella Scandinavia: il Nord dell'Unione.

Penso alla Finlandia solitamente euroscettica e“falco” verso le scelte politiche di Bruxelles ma, soprattutto, penso alla Norvegia (la Svezia ha navi impegnate nel Mediterraneo).Questo invidiabile Paese, grande 1,25 volte l'Italia epopolatoda circa 5,2 milioni di abitanti, dal tenore di vita decisamente elevato (proventi del petrolio Brent,seppurein calo), al punto di non avere trovato conveniente entrare nell'Euro, finora ha ritenuto che il fenomeno migratorio riguardasse i Norvegesi solo per avere inviato nel Mediterraneo una propria unità navale.

Scoperta una nuova rotta

Le cose stanno per cambiare anche per la Norvegia poichè,da qualche mese, esiste una “rotta migratoria” che la raggiunge direttamente. Non da sud, ma da nord. Sembra impossibile ma, ultimamente, molti migranti sonoentrati nel Paese provenendo dalla Lapponia, oltre il Circolo Polare Artico.

Il posto di frontiera russo-norvegese nei pressi della città di Kirkenes ( latitudine 69°43'N: ieric'erano 10° di temperatura), un tempo era uno dei confini più presidiati del pianeta, dato che vi si fronteggiavano la NATO ed il Blocco Sovietico (più missili che renne, insomma).

Da qualche tempo, questo confine viene attraversato (senza particolari controlli) da molti migranti mediorientali, che viaggianoo su veicoli contarga russa o su biciclette, mischiati ai tanti cicloturisti.

Dove una volta passava il confinedella Cortina di Ferro, sullo stesso tracciato adesso corre una pista ciclabile di elevata lunghezza, che collega la Russia alla Norvegia. Meriti del disarmo... Non siamo ai livelli di ingressi clandestini presenti in altre zone europee ma sicuramente, nel 2015, sono già passati da Kirkenes 133 migranti siriani, che hanno ottenuto lo status di rifugiato politico.

Dopo gli annegati, dobbiamo attenderci morti per il freddo?

Si resta allibiti di fronte ai km ed alle difficoltà che queste persone sono costrette ad affrontare, pur di arrivare a darsi una chance di vita migliore (circa 5600 km, salvo varie ed eventuali, dalla Siria).Attraversare il mare non è più semplice, ma c'è da chiedersi quanti altri morti e dispersi attendersi tra non molto, quando le temperature scenderanno a livelli non più sopportabili.

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