Una brutta storia che però ha avuto un bellissimo lieto fine. A Torino una bambina affetta da una rara forma di tumore ancora nel grembo della mamma, un teratoma cistico al collo di grandi dimensioni, rischiava di morire subito dopo la nascita, poiché non sarebbe stata in grado di respirare autonomamente.Nell’ospedale Sant’ Anna nel capoluogo piemontese, all’interno della città della Salute di Torino, è stata pertanto organizzata una squadra di chirurghi, neonatologi, ostetrici, anestesisti, otorinolaringoiatri, rianimatori e ginecologi tutti coordinati dal primario del reparto di ostetricia e ginecologia Gianluca Gregori e dalla sua collega Marisa Biasio che hanno affrontato un complesso ed innovativo intervento in tempi record salvando la vita alla neonata.

La neonata è stata salvata dai medici

La tecnica adottata per la prima volta nell’ospedale torinese si chiama EXIT, acronimo che sta per ex utero intrapartum treatment. Imedici hanno deciso di operare la mamma con un parto cesareo prematuro a circa 31 settimane di gestazione, ma la piccola è stata fatta nascere solo per metà, è stata cioè mantenuta attaccata al cordone ombelicale. In questo modo le veniva garantita la respirazione tramite la madre per il tempo necessario ad intubare la neonata ed assicurarle la ventilazione assistita, circa dieci minuti.A questo punto è stato completato il parto e l’ equipe in sala operatoria ha poi rimosso il tumore che altrimenti avrebbe soffocato la bambina dopo pochi minuti di vita e che era del peso di circa 300 grammi, pari ad un terzo del peso del suo corpicino che era di appena 1600 grammi.

L’ operazione è stata un vero successo e la bimba è stata in seguito trasferita nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ ospedale Sant’ Anna, la mamma sta bene, così come la neonata che ora è in grado di respirare da sola e viene alimentata senza alcun problema. Un bell’ esempio di come le varie professionalità e competenze, se unite insieme in maniera intelligente, possano dar luogo a dei miracoli.