La piccola comunità spagnola di La Villa de Don Fadrique, nei pressi di Toledo, è sgomenta e incredula di fronte a quanto si è consumato nella prima mattinata di mercoledì 12 agosto. Zaida Pulido, una donna di 36 anni, si è recata al cimitero del paese con in braccio il figlioletto di appena 3 mesi. Una volta giunta sul posto, ha ucciso brutalmente il neonato, probabilmente sgozzandolo o decapitandolo. Dopo aver commesso l'infanticidio, la donna ha abbandonato il corpicino del figlio e si è rifugiata all'interno di una chiesa, dove è stata scovata e arrestata dalla Guardia Civile iberica.

Parole deliranti dopo l'arresto: "Ho avuto un demone in corpo"

Stando alle testimonianze raccolte dalla stampa spagnola, Zaida Pulido, intorno alle 7:30 del mattino, a bordo di un furgone lanciato a tutta velocità, sarebbe giunta al cimitero di La Villa de Don Fadrique, dove avrebbe ammazzato il figlioletto di appena 3 mesi.

Alcune persone che erano sul posto, hanno notato la donna barcollante e le hanno chiesto cosa stesse accadendo. Questa, in evidente stato confusionale, avrebbe pronunciato frasi senza senso, prima di scappare e di salire nuovamente a bordo del suo furgone, sfrecciando via e sbandando paurosamente. 

Nel frattempo, i vicini e i conoscenti hanno provveduto a chiamare la Guardia Civile. La 36enne si era barricata all'interno della chiesa di Nostra Signora dell'Assunzione, dove avrebbe cominciato a gridare: "Ho avuto il diavolo dentro". Le forze dell'ordine sono riuscite ad aprirsi un varco nell'entrata posteriore dell'edificio ecclesiastico e, dopo aver bloccato la presunta mamma - killer, hanno atteso un'ambulanza che la portasse in ospedale per sottoporla a controlli ed eventuali cure. Nel frattempo, il cadavere del piccolo José Alfredo veniva rinvenuto sull'altare della cappella del cimitero, con indosso soltanto un paio di calzini e con il collo spezzato.

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Dalle prime informazioni raccolte dagli inquirenti, sembra che Zalida Pulido, già da un po' di tempo soffrisse di gravi problemi psichici. La donna conviveva con un uomo di origini colombiane, e la coppia aveva un altro figlio di 3 anni, mentre altri due ragazzi di 16 e 20 anni erano i figli che il compagno aveva avuto da una precedente relazione. Le condizioni mentali della madre spagnola sarebbero precipitate subito dopo la nascita di José Alfredo, circa 3 mesi fa. Alcune testimonianze parlano di "depressione post - partum", e di un ricovero di tre settimane, durante il quale, però, i medici non avrebbero riscontrato nulla di anomalo nella paziente. Eppure, sono in molti ad affermare che, dopo aver dato alla luce l'ultimo figlio, Zalida era irriconoscibile "come se avesse un demonio in testa" afferma qualcuno. 

Per l'incolumità della famiglia, i ragazzi vivevano con la nonna. Il giorno prima dell'orrendo delitto, la 36enne avrebbe avuto l'ennesimo, violento litigio con i suoi familiari e, in preda alla follia, sarebbe riuscita a portar via dalle braccia della nonna il piccolo José Alfredo, condannandolo così ad un'atroce fine.

In un primo momento si è pensato ad un macabro rito satanico, ma finora gli inquirenti spagnoli stanno battendo la strada dell'omicidio di un bimbo di appena 3 mesi, per mano della madre, Zaida Pulido.