Ilaria non era sola su quella spiaggia di Messina, in cui tutto accadde quella notte. Si trovava con altri due suoi coetanei sul lungomare Ringo: un ragazzo poco più grande, maggiorenne, e una ragazza della sua stessa età. I due erano stati i primi a chiamare i soccorsi, dopo aver visto la giovane accasciarsi, anche loro instabili e barcollanti, ma probabilmente a causa dello shock. E allora come mai sarebbero fuggiti, senza attendere l'arrivo dei soccorsi, e con il telefono di Ilaria? È questa la domanda che li ha portati ad essere i primi sospettati, ma ora dichiarano di essere scappati solo per paura di un coinvolgimento, spaventati dalla folla che si stava creando.

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A confermare la loro presenza, sul luogo del decesso, un pescatore, che ha dichiarato di averli visti chiedere aiuto a un ciclista.     

Il ricordo: chi è veramente Ilaria Boemi?

Ieri i funerali, la famiglia e i compagni presenti a ricordarla un'ultima volta e a mettere in chiaro la verità su di lei.

Sono infatti rimasti indignati da come i giornali hanno descritto la ragazza, basandosi solo sui classici stereotipi correlati all'apparenza. Il fratello è il primo a rivoltarsi contro i giornalisti, che hanno usato parole come "problematica", "sfigurata da piercing", "tossica". Questo è il primo punto su cui si sofferma, dichiarando che Ilaria non si fosse mai drogata ma, anzi, la raffigura come una ragazza piena di voglia di vivere, con i problemi che può avere un qualsiasi altro adolescente. La difende così, insieme al resto dei familiari e degli amici, volendo contrastare le diffamazioni e mantenere vivo il ricordo della vera Ilaria Boemi, quella che solo loro conoscevano. Ad andare contro le parole di un fratello addolorato, la scoperta che, la ragazza, nella sua ultima notte di vita, sarebbe andata alla ricerca proprio di quella pasticca di ecstasy che sembra aver causato la sua morte.

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Ma questa è una delle tante ipotesi non ancora confermate.

Conclusioni

Inizialmente era stata esclusa l'assunzione di sostanze stupefacenti, ma questa ipotesi è stata, nuovamente, presa in considerazione nelle ultime ore. Il procuratore, Sebastiano Ardita, sostiene che ci sia la possibilità che Ilaria abbia assunto dell'ecstasy, da lui definita "cattiva" e, se ne verrà trovata conferma, saranno avviate delle procedure per impedire la diffusione di questa nuova sostanza mortale. Ma questo potrà essere accertato solo tramite un esame tossicologico, che potrebbe finalmente mettere fine al caso Ilaria Boemi. D'altro canto, vi sono altre  ipotesi alla base del decesso: dal malore all'abuso di alcolici, anche se nessuna di queste è stata confermata, se non del tutto esclusa. Intanto, i ragazzi interrogati, non sono stati ritenuti colpevoli o complici nell'aver fornito alla 16enne la pasticca che sembra averne causato la morte. Adesso, si spera che possano fornire delle tracce per aiutare a trovare e incastrare il vero spacciatore. Sembra però essere coinvolta anche un'altra ragazza che, nelle ultime ore, ha dichiarato di aver passato la pasticca d'ecstasy a Ilaria, ma per il momento non è indagata. Molte sono state le rivelazioni, ma ancora nessuna accusa.

Il mistero resta irrisolto.