Sul volo che l’ha portato da Cuba agli Stati Uniti d’America, Papa Francesco si è intrattenuto, come accade solitamente, a parlare con i giornalisti che lo seguono. Tra le varie domande qualcuno gli ha fatto notare che le sue denunce sul sistema economico mondiale, sul traffico di armi e simili hanno portato più di un settore a considerarlo troppo di sinistra. Non è la prima volta che papa Francesco viene accusato di essere comunista ma lui ha sempre ribadito di muoversi in perfetta sintonia con quello che dice il Vangelo.

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E anche ora ha risposto dicendo che in merito alle sue affermazioni, anche quelle contenute nella sua enciclica Laudato sii, non ha detto nulla di più di quanto afferma la dottrina sociale della Chiesa.

E poi ha aggiunto: “E se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo...”

Il Credo – detto anche Professione di fede e Simbolo degli Apostoli – è quella formula che ogni cattolico (ma anche ogni cristiano) conosce più o meno a memoria: per volontà di papa Paolo VI (1897-1978), il Credo si recita durante la messa della domenica (e delle solennità) dopo l’omelia del sacerdote e prima della preghiera dei fedeli. Ci si alza in piedi e si dichiara (professa) la propria fede: “Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, Creatore del cielo e della terra…”.

Il Credo è la sintesi della fede cristiana (e sottolineiamo cristiana e non solo cattolica perché, pur se con qualche differenza, è una formula comune a tutti i cristiani, tanto cattolici che ortodossi che protestanti e via dicendo) e viene recitato (dai cattolici) tutte le domeniche a messa per ricordarsi quali sono i punti fondamentali della fede.

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Certo, a volte lo si recita come una filastrocca e magari non si capiscono tutte le espressioni teologiche che vi sono contenute (e che, nel corso dei secoli, hanno portato anche ad aspre lotte all’interno delle chiese) però è un modo per dire davanti a tutti quello in cui si crede. E quindi papa Francesco affermando di non aver nessuna remora nel recitare il Credo ha sottolineato, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che lui è nel solco della fede cattolica e non se ne discosta.

Per quel che riguarda poi le accuse di comunismo sono una storia vecchia che va avanti nella chiesa cattolica da quando papa Leone XIII (1810-1903) si è gettato nella mischia della dottrina sociale pubblicando l’enciclica Rerum novarum.