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Come un marchio di fuoco resteranno impresse nella storia le parole "chi non vive per servire non serve per vivere"  di Papa Francesco e ora nei pensieri di tutto il mondo. Al suo arrivo a Cuba, il grande Papa viene accolto dal popolo che lo acclama omaggiandolo  perché diventato dimostrazione della fede che è riuscito a trasmettere nelle coscienze. Il giorno della Santa Messa celebrata in Plaza de la Revoluciòn lo si intuisce visibilmente stanco e provato dal lungo viaggio -come si evince nelle immagini trasmesse da tutte le emittenti che hanno seguito il suo percorso di preghiera- ma con stoica forza che gli appartiene persevera in quella passione per il Cristo che ha sofferto molto più di ogni persona al mondo. Il popolo cubano è grato al Papa per quello che sta facendo nel tentativo di far abbattere le barriere del "bloqueo".

Perché l'embargo a Cuba?

Il "bloqueo" -embargo imposto dall'America nel 1959 nella guerra diplomatica economica che ha segnato la fine delle relazioni fra Cuba e Stati Uniti- fu dovuto alla presa di posizione al potere dei "Barbudos" di Fidel Castro che mise fine alla dittatura di Fulgencio Batista. Con l'aiuto di Che Guevara, che firmò il decreto della prima riforma agraria, si riprese il possesso delle terre che furono ridistribuite al popolo contadino mentre l'Unione Sovietica si propose di aiutare Cuba offrendogli petrolio in cambio dello zucchero avano. Ciò determinò la fine delle relazioni con Washington e l'allora presidente Eisenhower che smise di raffinare il petrolio russo, impose l'embargo e tentò l'invasione facendo sbarcare 1500 esuli cubani alla Baia dei Porci cercando di rovesciare il regime, ma fallì.

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Nel 1962 Kennedy inasprì il bloque economico e scoprì a ottobre il proposito dell'URSS di volere installare 42 missili nucleari sull'isola di Cuba: la famosa crisi dei missili che stava per dare inizio alla terza guerra mondiale.

Grazie ai tre 'papi' inizia il dialogo

Nel 2006 Fidel Castro cede il potere al fratello Raul che iniziò ad aprire le porte alla nuova economia; Obama inizia a revocare le restrizioni di viaggio per le famiglie cubano-americane con familiari nell'isola e finalmente, il 17 dicembre 2014 Cuba e Washington riallacciano le relazioni diplomatiche innalzando la bandiera cubana in territorio americano e quella statunitense all'Avana il giorno dopo il compleanno di Fidel Castro. La richiesta di pace ebbe inizio nell'Enciclica di Papa Roncalli "Pacem in terris" che si mobilitò con Kennedy nel tentativo di evitare il conflitto nucleare. E' grazie all'importanza del ruolo della Chiesa nelle vesti dei suoi tre Ministri Wojtyla, Ratzinger e Papa Francesco che, nel tentativo di riconciliazione, iniziato nel 1998 si apre lo sblocco delle restrizioni imposte a Cuba, aiutato nell'ultima decisiva svolta dalle lettere scritte per mano del nostro 'grande Papa Gesuita' destinate al Presidente Barak Obama e a Raùl Castro, consegnate da Jaime Ortega, -cardinale arcivescovo de la Habana- facendoli riflettere e portandoli a rivalutare le relazioni diplomatiche.

Il Papa prosegue incitando il mondo a una continuità di attenzione all'uomo, confermando che a vincere è sempre il dialogo e finisce dicendo "Mangiamo il pane ogni giorno e Gesù è come il pane; ne abbiamo bisogno ogni giorno".