Un normale insegnante diventa di ruolo dopo aver trascorso anni ed anni di precariato e supplenze. Un assassino invece può sorpassare in graduatoria docenti dalla fedina penale illibata. Scoppia la polemica.

I fatti

Andiamo indietro nel tempo. Era il 9 maggio 1997, ore 11. Marta Russo sta passeggiando con un'amica lungo i viali della facoltà che frequentava. Era al 3° anno di Giurisprudenza. Ad un certo punto si sente uno sparo, la ragazza si accascia per terra e dopo cinque lunghi giorni di agonia in ospedale, muore. Il suo sogno di divenire Magistrato non si avvererà mai. Le indagini portano all'aula 6 dove lavorano due competenti assistenti universitari della cattedra di Filosofia del Diritto: gli allora trentenni Scattone e Ferro.

Scattone venne condannato a 5 anni per omicidio colposo, nonostante si sia sempre dichiarato innocente.

Il suo collega lo avrebbe coperto nascondendo una pistola che non verrà mai ritrovata. La mancanza di un movente la loro difesa, per l'accusa invece si trattò di un folle esperimento filosofico-tecnico-scientifico che potesse provare la 'Teoria del delitto perfetto'.

La decisione della Cassazione del 2003 e le conseguenze

Ora l'omicida, scontata la sua pena e dopo aver avuto la 'fortuna' di non subire l'interdizione dall'insegnamento da parte degli Ermellini nel 2003, potrà indottrinare gli studenti in Psicologia all'Istituto professionale Luigi Einaudi.di Roma. Nel 2012 infatti Scattone ha superato brillantemente il concorso in cattedra classificandosi decimo e per questo motivo adesso è a tutti gli effetti un docente di ruolo, in barba a coloro che passano la metà della propria esistenza nell'attesa di essere assunti definitivamente.

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La notizia ha suscitato parecchie discussioni animose ovviamente tra i docenti che sono stati sorpassati in graduatoria da Scattone e che non si sono mai macchiati di alcun reato.

Quali saranno le reazioni degli studenti e delle loro famiglie?

Chissà quale sarà la reazione degli studenti e delle loro famiglie? Sul caso è intervenuta ovviamente anche la madre di Marta Russo che non ritiene giusta e etica la possibilità di consentire al killer della figlia di istruire dei giovani. Noi ci chiediamo invece, posto che le sentenze non si dovrebbero contestare: cosa potrà insegnare Scattone a dei ragazzi? Che idea ha del Diritto l'assassino di una ragazza a cui ha strappato i sogni? Forse che la norma è solo scritta ma che l'interpretazione della stessa è a discrezione di chi la applica?