Sta destando stupore e compassione una foto che circola in rete e sui social, in queste ore, nella quale si vede il corpo morto di un bimbo siriano su una spiaggia in Turchia. Il suo nome è Aylan e la sua famiglia stava cercando di fuggire da un Paese martoriato dalla guerra e dall'Isis per provare a raggiungere alcuni parenti in Canada. Strada lunga, direte voi, ma la richiesta fatta dal padre del piccolo per ottenere asilo politico in Nord America sarebbe stata rifiutata e di conseguenza la famiglia si è ritrovata costretta a prendere l'unica via di fuga rimasta, quella del mare. Lasciata Kobane, il piccolo (che viaggiava con il padre, la madre e un fratellino di 5 anni) ha trovato la morte nelle acque mediterranee che separano la Siria dalla Grecia ed è stato ritrovato senza vita su una spiaggia in Turchia.

L'unico a salvarsi è stato il padre, mentre non ce l'hanno fatta nè la madre del bimbo (di 35 anni), nè suo fratello di 5. Una storia, insomma, che offre una panoramica ancor più agghiacciante di ciò che sta succedendo non troppo lontano da noi.

Il paradosso dei migranti in Italia e la (finta) indignazione del web

Del fenomeno dell'immigrazione si sta parlando fin troppo in questo periodo, ma se da una parte c'è la consapevolezza che la stragrande maggioranza di coloro che approda sulle nostre terre fugge da una situazione di disagio (sociale e politico), dall'altra c'è il paradosso di coloro che non si accontentano di ciò che il nostro piccolo, seppur Belpaese, ha da offrirgli. Si, perché non sono rari gli episodi in cui i migranti si lamentano perché non hanno tutti i comfort, per la mancanza del wi-fi oppure per avere una casa più grande nella quale dormire.

I migliori video del giorno

La realtà, però, è ben diversa, perché un po' dappertutto l'Italia sta dotando questi rifugiati di ottimi appartamenti, nonché camere d'albergo dove ospitarli pagando loro anche 35 euro al giorno per il proprio sostentamento. E ci mancherebbe, direbbe qualcuno. Il problema, semmai, è la falsa indignazione del web nei confronti di una foto che ritrae un bimbo morto sulla spiaggia, come se non si conoscessero le condizioni in cui vige il Medio Oriente e il prezzo che spesso si paga per scappare da guerre e terrorismo. Curioso che molti stiano condividendo questa foto per pulirsi in un certo modo la coscienza dopo aver detto e ripetuto che gli immigrati se ne devono stare a casa loro. Serviva davvero tutto questo per farci capire quanto il problema dell'immigrazione abbia raggiunto livelli esorbitanti?