Per tutti quelli che lo conoscono bene, amici, parenti e conoscenti, lui è semplicemente Ninni. Il mare e il suo mondo lo porta dentro. Lui è un subacqueo siracusano e del mare non riesce proprio a farne a meno. Collabora da tempo e ha collaborato in un recente passato con la Soprintendenza del Mare di Palermo e con la nota trasmissione televisiva “Linea Blu”. Sarà che lui il mare lo rispetta, sarà che il mare di questo se ne accorge, sarà! Fatto sta che per l’ennesima volta il profondo blu ha deciso di restituire a lui e solo a lui alcuni dei suoi infiniti tesori.

Al largo della costa siracusana

Al largo della costa antistante Avola e Noto, infatti, il subacqueo si è imbattuto in alcune anfore e in due relitti di navi.

La profondità a cui il subacqueo siciliano ha fatto queste scoperte è abbastanza impegnativa. La profondità di uno dei due è di 45 metri, mentre ben 60 quella dell’altro. Con molta probabilità i relitti sarebbero uno di origine corinzia – quello che riposa a 45 m - mentre l’altro romano.

L’onestà e il decoro

Stupisce, a dispetto di quanto molti maligni potrebbero pensare a proposito dei subacquei esperti che coltivano questa passione, non solo che Ninni, non appena rinvenuti i reperti, si sia subito recato all’Ente preposto per la tutela dei Beni Archeologici della Provincia di Siracusa, ma soprattutto quanto proposto dal subacqueo siracusano. Secondo quanto riferito dallo stesso, infatti, con il permesso della Soprintendenza siracusana, si offrirebbe lui stesso per il recupero “a proprie spese” dei reperti archeologici ritrovati.

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In una terra, la Sicilia, martoriata dai mille disagi e problemi nuovi ed atavici, sorprende sempre l’elevata caratura morale di molti dei suoi ragazzi. Piace anche ricordare come quest’anno, proprio a seguito dei successi mondiali riportati dal giovane talento Concetto Felice - classificatosi quarto agli ultimi Mondiali di Pescasub – i Campionati Italiani Assoluti di Pescasub verranno disputati a Marzamemi, in provincia di Siracusa.