Una storia davvero drammatica, quella del giovane Domenico Maurantonio, di Padova, che ha perso la vita in circostanze degne di un film giallo a Milano, nel corso di giorni che avrebbero dovuto essere felici, visto che era in vacanza con la scuola prima della maturità.

A poco serve oggi sapere che il Ministero ha preso la decisione di attribuire a lui comunque il diploma per il quale aveva studiato tanto. Il diploma di maturità scientifica sarà infatti consegnato ai suoi genitori, sempre alla ricerca della verità, nel corso di una cerimonia in programma nei giorni immediatamente successivi all’inizio del nuovo anno scolastico.

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La replica piccata della Preside

C'è però da segnalare una polemica in corso. “Sono molto dispiaciuta che il papà di Domenico abbia accusato la scuola di aver lasciato sola la famiglia nel dolore.” ha detto la Preside dell'Ippolito Nievo, professoressa Rubini, ai colleghi de "Il Gazzettino".

La perdita improvvisa del figlio è stata per i coniugi Maurantonio un trauma davvero pesante da sopportare: è umano e comprensibile che vogliano sapere una volta per tutte come sono andate le cose in una notte come tante altre nella metropoli lombarda, nella quale un ragazzo improvvisamente uscì dalla camera che divideva coi colleghi per infilarsi in un corridoio e raggiungere una finestra dalla quale, per misteriosi motivi, è precipitato senza che nessuno abbia sentito nulla. Inizialmente si ipotizzò un abuso di alcool oppure il suicidio. La prima ipotesi non ha trovato riscontro nell'autopsia in quanto la maggior parte del liquore alle prugne bevuto doveva ancora entrare in circolo. La seconda ipotesi è stata sempre rigettata con forza dai genitori di Domenico. Il ragazzo non aveva motivi per togliersi la vita, ma possiamo essere davvero certi che non nascondesse qualche problema o disagio?

Un ragazzo tranquillo, almeno in apparenza

Era oggettivamente un ragazzo che studiava con profitto, che aveva una fidanzata e tanti interessi, che amava la musica e faceva progetti per il futuro come tutti i ragazzi della sua età.

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Si è poi ipotizzato un coinvolgimento di altre persone che potrebbero avere avuto un ruolo nell'impresa, a cominciare dai colleghi, inizialmente accusati di avere collaborato poco all'accertamento della verità, che hanno presto rispedito al mittente ogni accusa. In questi mesi gli inquirenti hanno lavorato al caso senza risparmiarsi ma ancora non si è riusciti a capire per quale motivo un giovane in piena notte si è lavato la testa nella sua camera per poi decidere di uscire senza occhiali da vista, ciabatte e cellulare, per andare incontro al suo destino senza un perché.