Jack, questo il nome che usa il "The Sun" per non divulgare la vera identità del giovane, racconta ogni cosa con la voce ancora scossa dalle situazioni imbarazzanti vissute da un lato, e tremende dall'altro. Ricorda perfettamente quanto accaduto due anni prima con Caroline Berriman, professoressa che allora gli dava ripetizioni di inglese e matematica.

"Sono cose che ti segnano per tutta la vita", questo il suo primo commento all'inizio dell'intervista con il popolare tabloid britannico e in effetti la settimana scorsa, dopo aver appreso la notizia che la sua ex professoressa ha evitato il carcere e che le è stata comminata la sospensione della pena a due anni, devono essergli tornati alla mente quei tormenti e quella tensione che allora lo scuoteva.

Cosa è accaduto:

Caroline Berriman, aveva 30 anni all'epoca dei fatti, mentre Jack 15. Dopo alcune lezioni di recupero di inglese e matematica e alcuni scambi di occhiate tra professoressa e allievo, un giorno lei si alza dalla sedia, si siede sul divano con il ragazzo, inizia ad accarezzarlo e a baciarlo. Lui, già invaghito della donna, ricambia a non si ferma più, erano passati quattro mesi dalle prime lezioni.

La relazione va avanti per un po' di tempo e Jack si crede innamorato di quella bella professoressa fino a quando, dopo cinquanta rapporti sessuali in pochi mesi, la donna gli confida di essere rimasta incinta di lui. Lo sbigottimento di Jack è tale da spingerlo a confidarsi con il fratello maggiore, poi sua madre comprende la situazione e, scoperto il flirt che affliggeva il figlio, senza mezzi termini gli ha detto di interrompere la relazione o sarebbe andata alla Polizia.

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Caroline, quando Jack trova il coraggio per dirglielo, non la prende bene, prima fa sentire in colpa l'adolescente e poi lo picchia quando viene a sapere che anche la madre del ragazzo sa tutto. La fase successiva è la denuncia dello stesso Jack e il processo con la conseguente condanna, commutata la settimana scorsa, in seguito all'ammissione della Berriman che ha confessato le sue colpe.

Jack, nell'intervista al "The Sun", parla del suo stato d'animo, della figlia della professoressa che a furia di vederlo in casa intimamente con Caroline aveva iniziato a chiamarlo papà e soprattutto della spinta psicologica che lo ha convinto a rivolgersi alla help-line "ChildLine" che si prodiga nell'andare in aiuto dei ragazzi fino a 19 anni nel Regno Unito.