Era il 28 settembre 2014. Una domenica apparentemente come tante altre, con le partire di calcio seguite in tv, al bar con gli amici. Una normalità che per 4 giovanissimi, per le famiglie, gli amici e l’intera comunità, si è trasformata in tragedia a causa di un’auto nera, di grossa cilindrata, che si è schiantata contro l’esercizio commerciale, uccidendo 4 ragazzi di 15, 16, 19 e 22 anni. È stata denominata la ”strage di Sassano”, paese del Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Un evento che ha portato il comprensorio alla triste ribalta nazionale.

Alla guida della Bmw nera il 22enne Gianni Paciello che, nel percorrere la strada provinciale regolata da una rotatoria, ha impattato contro la stessa, facendo schiantare la propria auto contro i tavolini del bar “New Club 200” in località Silla uccidendo i 4 ragazzi, tra cui il fratello minore ed i due figli del titolare del locale.

Il giovane è risultato positivo all'alcol test.  A registrare il tutto le telecamere fisse poste sulla rotonda. Il processo a carico di Paciello ha preso il via lo scorso aprile. L’accusa iniziale era di omicidio volontario, poi derubricata ad omicidio colposo. Stando a quanto riferito dal perito dell’accusa, il 22enne, dopo aver percorso un breve tratto, sarebbe arrivato nei pressi del’incrocio ad una velocità pari a 149 km orari, perdendo il controllo dell’auto, diventata un vero e proprio proiettile mortale.

Nel corso dell’ultima udienza, che si è tenuta lo scorso 25 settembre, è stato chiarito il fatto che sull'asfalto non ci fosse una macchia d’olio, come sostenuto dalla difesa, bensì dell’acqua relativa ad un’autobotte dei Vigili del Fuoco. La prossima udienza è fissata al 16 ottobre.

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Paciello si trova agli arresti domiciliari in una struttura protetta della Caritas. Per ricordare il triste anniversario, si è tenuta una messa a suffragio seguita da una fiaccolata fino al luogo dell’incidente ed un triangolare di calcio organizzato dagli amici delle 4 giovani vittime: Giovanni, Nicola, Daniele e Luigi.