Nella casa di Giosuè Ruotolo (26 anni), collega di Trifone Ragone (28 al momento della morte) è stato trovato un vero e proprio arsenale: 2 fucili, una pistola e svariate munizioni, tutte appartenute a suo nonno. Il giovane è al momento indagato sull'omicidio di Ragone e della sua fidanzata Teresa Costanza (30), entrambi uccisi a Pordenone il 17 Marzo del 2015. Al momento non risulta ancora avere un alibi. Un indizio importante che ha fatto sospettare gli inquirenti è il fatto che sul luogo del delitto c'era una Audi identica a quella del Ruotolo. Quest'ultimo ha dichiarato che il giorno del duplice omicidio si trovava a casa e stava giocando alla Playstation.

Il giovane, nato ad Avellino e residente a Somma Vesuviana (Napoli) è proprietario di un'Audi A3 grigia. Proprio lo stesso modello della precitata vettura che sostava nel parcheggio del Palasport di Pordenone, luogo in cui sono stati uccisi Teresa e Trifone. 

La Beretta compatibile con quella dell'assassinio

I due giovani sono stati uccisi con una pistola Beretta calibro 7.65, si tratta di una semiautomatica con caricatore monofilare. E' un modello appartenuto ad una fornitura militare risalente al primo conflitto bellico. I residui ritrovati presso il lago di San Valentino appartengono ad un'arma come questa. A quanto pare, dopo 6 mesi, qualcosa sta iniziando a venire fuori da questo caso intricato. Spetterà ai magistrati stabilire se Giosuè sia stato effettivamente l'assassino dei 2 ragazzi, oppure, se tutto ciò sia stato un grande e spiacevole equivoco.

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Di certo possiamo solo dire che Trifone e l'attuale indagato hanno vissuto insieme, si conoscevano molto bene tra loro. Ragone e Ruotolo condividevano un appartamento a Pordenone in Via Colombo. I 2 militari erano commilitoni nella stessa caserma ed entrambi lavoravano presso il 132esimo reggimento carri di Cordenons.

Stranezze sulla figura e sui movimenti di Ruotolo

Dalla testata online Today.it si apprende inoltre che quella maledetta sera il Ruotolo si sarebbe recato dopo cena dinanzi al Palasport per seguire il lavoro degli inquirenti. Tuttavia, l'indagato continua a negare qualsiasi coinvolgimento nel duplice omicidio. Il celebre programma di Rete 4 Quarto Grado ha fatto sapere che in queste ultime ore vi è un profondo operato da parte degli inquirenti: si stanno scandagliando tutti i filmati riguardanti le prime ore dopo la morte di Teresa e Trifone. Sui 2 giovani si è indagato a fondo riguardo le loro vite ed il loro passato, ma non è emerso nulla di particolarmente ambiguo e scabroso.

In pratica, 2 vite senza ombre.

Teresa e Trifone, dubbi e misteri

Eppure, riguardo il caso del delitto di Pordenone, è d'uopo rammentare alcuni misteri. Soltanto una persona ha affermato di aver sentito gli spari che avrebbero ucciso i 2 fidanzati, strano però che quella sera vi fosse molta gente in palestra, così come nel parcheggio adiacente. Il dubbio che qualcuno abbia deciso di restare nell'ombra persiste, ma al momento non ci sono prove al riguardo. Ancora si ignora, inoltre, se l'assassino abbia agito da solo od insieme a qualche complice. L'azione del killer è stata rapida ed efficace ed appare un pò strano il fatto che abbia operato singolarmente e con estrema facilità. Un testimone ha però dichiarato di aver visto la sera dell'omicidio, un'Audi sfrecciare, con a bordo 2 persone. Ancora incerto poi, se l'obiettivo originale fosse solamente Trifone od anche la sua Teresa, uccisa probabilmente per aver visto in faccia l'assassino.