Grave atto di guerra con il bombardamento aereo che ha preso di mira L'ospedale di Kunduz, in Afghanistan, dove al suo interno operavano gli eroi di Medici senza Frontiere. Il risultato è stato una strage in cui il colpevole è identificato nelle forze aeree degli Stati Uniti d'America, che hanno lasciato il luogo in rovina e dietro le spalle il decesso di circa 20 persone. Tra le vittime, a detta di uno dei medici dello staff colpito, ci sono "8 infermieri, 3 medici, 6 guardie del corpo e un farmacista"; in questa triste lista anche i piccoli corpi di 3 vittime innocenti a cui si aggiungono gli oltre 30 dispersi che i soccorritori continuano a cercare fra le macerie dell'ospedale.

L'attacco è stato portato a compimento su ordine NATO che dichiara essere stato disposto dalla conferma che nel luogo si trovavano un gruppo di terroristi talebani. Nei raid aerei sull'ospedale, proseguiti per oltre mezz'ora, c'è stato più volte il tentativo dell'associazione umanitaria di fermare la carneficina inviando dei segnali Gps a indicare che in quel luogo bombardato era presente un ospedale.

Conseguenze drammatiche delle guerre

Come denuncia sul social twitter l'associazione Msf, i raid aerei sono proseguiti, (dopo la comunicazione fatta alle forze NATO e a quelle afgane), coinvolgendo l'ospedale con al suo interno 105 degenti insieme ai loro familiari e agli 80 componenti dello staff medico e infermieristico. Tutte le forze intervenute nel bombardamento erano a conoscenza di quella struttura da mesi e non potevano non sapere che vi lavorava un'intero staff di Medici senza Frontiere.

I migliori video del giorno

Tramite il colonnello Brian Tribus, portavoce delle forze USA in Afghanistan, viene data comunicazione che, sull'accaduto avvenuto alle 02:15, erano già in corso le indagini, con la collaborazione del governo afgano, per svelare il mistero delle responsabilità. Questa nota è stata resa e confermata in seguito dallo stesso Pentagono che esprime il suo cordoglio alle persone colpite unendosi a quelle del commissario dell' UE Christos Stylianides profondamente scioccato per la morte degli operatori di Msf. L'Emirato Islamico dell'Afghanistan per mezzo di Zabuhullah Mujahid "condanna questo crimine americano" indicando nel suo gesto, "la natura spietata ed ipocrita degli invasori e dei loro mercenari" mentre Emergency esprime la sua solidarietà condannando l'attacco compiuto, con le parole "Bombardare un ospedale dove si curano i feriti è un atto di violenza inaccettabile", e che tutte le parti in conflitto tra esse dovevano obbligatoriamente rendere rispetto al trattato sulla Convenzione di Ginevra.

Aiuti e collaborazione umanitaria.

Nel pomeriggio Medici senza Frontiere ha trasferito a Kabul alcuni feriti presso l'ospedale di Emergency, associazione ONLUS umanitaria fondata da Gino Strada e presieduta dalla figlia Cecilia, restando a disposizione dell'associazione colpita dalla tragedia dei suoi eroi morti e di tutta la popolazione di Kunduz. Il Fondatore di Emergency confessa di non nascondere la sua preoccupazione verso il peggioramento delle condizioni di sicurezza in cui gli operatori umanitari lavorano, ricordando che in Afghanistan sono in guerra 25 province su 34; causa principale dell'aumento costante di civili feriti e di vittime innocenti. Diventa quindi più difficile garantire l'attività degli operatori umanitari che stoicamente, nell'eroismo costante e fiducioso che gli appartiene, si uniscono come una grande famiglia a salvaguardia del popolo, rischiando e mettendo a repentaglio ogni giorno la propria vita.