Khaled al-Mafraji, sceicco e rappresentante della Coalizione delle Forze Nazionali irachene, ha comunicato ufficialmente che l’esercito dell’Iraq, in coalizione con le truppe curde, ha scardinato la prima linea difensiva dello schieramento dell’ISIS nei pressi della città di Havija, che si trova nei territori Sud-Ovest di Kirkuk. Grazie all’intervento congiunto di esercito, polizia, milizie Peshmerga (curde), tribù arabe e soldati del popolo, è stata aperta una falla negli avamposti dello Stato Islamico.

Al-Mafraji ha raccomandato alle truppe di non toccare i beni personali dei civili che erano stati fatti prigionieri dall’Isis.

Inoltre ha chiesto al governatore dei territori di Kirkuk di creare un via di fuga sicura per i profughi da Havija a Kirkuk.

L’esercito iracheno libera anche l’ex quartier generale di Saddam Hussein

L’ex residenza del dittatore, a Nord di Baghdad, è stata tolta all’ISIS, grazie all’operazione comune di esercito iracheno ed altri gruppi alleati. I tagliagole dell’ISIS sono stati colpiti da grosse perdite. Hanno fatto parte dell’intervento combattenti dei gruppi sciiti, le popolazioni sunnite e l’esercito iracheno. Le azioni di guerra sono avvenute nei pressi di Hamrin, che si trova a qualche decina di chilometri da Tikrit, e a 170 chilometri da Baghdad. La residenza è stata completamente tolta dalle mani degli jihadisti, che hanno avuto molti caduti.

Il primo ministro iracheno Haider al-Abadi, aveva comunicato l’inizio dell’operazione che avrebbe dovuto cacciare lo Stato Islamico dall’intero distretto di Salah ad-Din, dove si trova anche la città di Baiji, con il più grande impianto petrolifero del Paese. Qui, purtroppo, gli scontri continuano.

Grazie ai dati delle agenzie governative della Russia, l’Iraq ha potuto bombardare l’ISIS

Hakim al-Zamili, a capo della commissione difesa e sicurezza del parlamento iracheno, ha dichiarato che i raid dell’Iraq ai danni delle postazioni jihadiste, sono stati possibili sfruttando le informazioni raccolte dal centro di coordinamento delle operazioni, di cui fanno parte Russia, Iran, Iraq e Siria.

Tale task-force sarebbe attiva da circa 7 giorni, e da quel momento sono state acquisite informazioni utili per poter colpire l’ISIS con gli aerei da guerra.

Verso il termine di settembre, russi, iraniani, iracheni e siriani, hanno deciso di creare a Baghdad una postazione dove acquisire, elaborare, studiare e sintetizzare le ultime informazioni sugli accadimenti del Medio Oriente e stabilire una strategia comune anti ISIS. Secondo molti esponenti non solo politici del mondo mediorientale, l'intervento della Russia sarebbe stato determinante e molto più incisivo di quello statunitense, per esempio, per una rapida e positiva evoluzione della situazione.

Lo Stato Islamico rappresenta uno dei più grandi ostacoli alla sicurezza internazionale.

In 36 mesi gli jihadisti sono riusciti a controllare una cospicua porzione di Iraq e Siria e starebbero cercando di allargare il loro potere agli stati settentrionali dell’Africa, Libia compresa. Attualmente l’ISIS avrebbe già il controllo di circa 90 mila chilometri quadrati di territori.

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