Era stato condannato a 5 anni di reclusione Oscar Pistorius, considerato colpevole dell'omicidio avvenuto nella notte di San Valentino del 2013 della fidanzata Reeve Steenkamp, modella di 30 anni. L'atleta paralimpico lascia il carcere sudafricano dopo solo un anno di reclusione, ora sconterà la pena per la morte della fidanzata agli arresti domiciliari. Il processo d'appello partirà il 3 novembre. È l'ennesimo colpo di scena di una vicenda che ha sconvolto l'opinione pubblica.

L'infanzia difficile e i successi sportivi

Pistorius nacque a Johannesburg nel 1986 ed ebbe un'infanzia e un'adolescenza difficile segnata in primis dalla sua disabilità: nacque senza tibie e fu sottoposto ad appena 11 mesi all'amputazione di entrambe le estremità sotto le ginocchia. Ma la sua vita fu segnata anche dalla separazione dei genitori e dal comportamento super protettivo della mamma preoccupata che il giovane si potesse cacciare in un brutto giro. La donna morì quando Oscar era adolescente.

Queste esperienze, nel corso del processo hanno contribuito, a mettere a fuoco l'immagine di un atleta tanto ammirato, che nascondeva però un carattere a tratti violento, pieno d'ira, ma nello stesso tempo tenace.

Proprio questa caratteristica, la tenacia, lo portò a compiere un'impresa storica: diventare il primo bioamputato a gareggiare in un'Olimpiade 2012 con i normodotati. Si qualificò per le semifinali e proprio nella gara fece il suo 4° tempo più veloce in quella distanza.

Parecchi ipotizzarono che quelle protesi portassero all'atleta un vantaggio, altri, per la verità la maggior parte, videro l'impresa di Pistorius eroica.

Il caso

Il 14 febbraio del 2013 Oscar Pistorius sparò volontariamente alla fidanzata Reeve, nel bagno della sua casa a Pretoria. L'atleta, noto come 'Blade Runner', venne accusato di omicidio premeditato. L'uomo però ha sempre ribadito nel corso del processo che sparò perché sicuro che oltre la porta del bagno si trovasse un ladro e non la sua compagna.

Importante fu la testimonianza dei vicini di casa che la sera prima del delitto sentirono la coppia litigare. A sei mesi dall'omicidio, il 19 agosto 2014 l'atleta venne incriminato formalmente per l'uccisione della fidanzata.

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