Per ora sono solo indizi, non c'è nessuna prova certa. Sarà l'esame del DNA, che si svolgerà oggi,a svelare il mistero di Giuseppe Colabrese, il ragazzo originario di Sulmona di cui non si hanno più notizie dal 6 agosto scorso. Era partito per trascorrere una ventina di giorni di vacanza con un amico, lo stesso che andava a trovare già da tre anni. Sabato però, durante una battuta di caccia, un cadavere è stato ritrovato nel bosco a Cerri di Arcola, in Val di Magra.

Lo shock del ritrovamento del cadavere

Quella che i cacciatori prima e gli inquirenti dopo si sono ritrovati davanti è stata una immagine raccapricciante: resti resi ormai irriconoscibili, tanto che si era pensato, di primo acchito, cheappartenessero ad un animale, per poi capire che erano invece quelli di un corpo umano in avanzatissimo stato di decomposizione.

L'odore era nauseabondo. I cacciatori hanno dovuto allontanarsi per evitare conati di vomito.

Una scena drammatica, ripugnante. La salma sembrerebbe essere appartenuta ad un uomo di razza caucasica, minuto, alto solo 1, 60 cm e di un'età compresa tra i venticinque e i trent'anni. Ilcorpo sarebbe rimasto in loco (un dirupo profondo una ventina di metri), per un lasso temporale che potrebbe andare dai due ai quattro mesi. Nell'area dove sono stati trovati i resti marcescenti, pieni di vermi di insetti e di mosche, i Carabinieri hanno reperito con grande fatica anche dei lembi di vestiti tagliuzzati: un paio di jeans e delle scarpe.

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Cronaca Nera

Molte le ipotesi al vaglio degli inquirenti. Potrebbe trattarsi di una disgrazia capitata ad un escursionista, ma non si esclude l'ipotesi dell'omicidio, perché sul cadavere il medico legale ha notato profondi traumi alla testa che potrebbero essere stati causati sia da una caduta ma anche da una botta procurata da un fendente, forse una fortissima bastonata.

La denuncia della scomparsa è stata effettuata dai genitori il 31 agosto.

Stando ai racconti dell'amico di Giuseppe, entrambi sarebbero stati insieme una singola settimana e non per una ventina di giorni come preannunciato dal ragazzo, per poi dirigersiverso lastazione di Genova Principe, un viaggio che Giuseppe non avrebbe mai compiuto. Prima di partire per le ferie il giovane uomo aveva comunicato ai genitori che avrebbe lasciato spento il cellulare perché voleva stare tranquillo e non essere disturbato da nessuno.

Poi, dal 15 agosto in poi, il nulla. A quel telefono nessuno ha mai più risposto. Al momento della scomparsa il ragazzo aveva con sé un borsone nero e uno zaino.

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