Ancora terrore in un college statunitense, dove si è consumato l'ennesimo dramma in un istituto nello Stato dell'Oregon. Si tratta dell' Umpqua Community College, dove l'uomo armato che ha compiuto la strage è stato preso in custodia dagli agenti intervenuti sul posto, ma ancora non è stato reso noto il suo nome. Secondo quanto riportato dalle prime indiscrezioni si parlerebbe di 15 vittime (fonte Ansa), ma ancora il numero esatto non è stato accertato: da quanto riferito inizialmente dal "New York Times" dovrebbero essere almeno 7 le vittime mentre i feriti sarebbero 20, invece si è già giunti ad un conteggio di 15 morti. Inoltre, sembrerebbe che, come riportato sempre dalla testata americana, la prima chiamata  alle forze di polizia sia stata registrata alle 10:38 del mattino, ora locale.

Non sono ancora chiare le motivazioni che abbiano spinto quest'individuo a compiere tale azione. Nel frattempo il governatore dell'Oregon, Kate Brown, attraverso un tweet ha manifestato la sua solidarietà alle famiglie delle vittime. 

La preoccupazione di Obama

Sebbene l'accaduto si sia verificato in una piccola cittadina, Roseburg, nel sud-ovest dell'Oregon, l'eco è stata immediata. Si tratta, infatti, dell'ennesimo caso di una sparatoria in un college, dopo quelle dell'ultimo anno. Sicuramente si tratta del lato su cui l'amministrazione Obama non è riuscita a raggiungere un buon risultato, trovandosi più volte sbarrata la strada nel tentativo di regolamentare l'uso delle armi nel paese. Un tentativo, oltre tutto, reso ancor più complicato dal fatto che la detenzione di armi negli USA è un diritto costituzionalmente protetto, sebbene si tratti di un antico retaggio proveniente dalla Guerra di Indipendenza (più precisamente si tratta del secondo emendamento della Costituzione del 1789).

I migliori video del giorno

La situazione si complica ulteriormente se si pensa al fatto che nella maggior parte degli Stati è permessa la compravendita di armi tra privati e ciò non facilita il monitoraggio della circolazione delle armi da fuoco. Sul piano politico, invece, la regolamentazione delle armi è condizionata dalle influenze esercitate dalle grandi coorporation e lobbies delle armi, le quali sovvenzionano spesso entrambi i principali partiti americani, riducendo così la libertà di manovra da parte degli attori decisionali. 

Obama, ancora una volta, ha ribadito tramite un tweet la necessità di agire contro questi eventi, sempre più frequenti, attraverso l'azione di organizzazioni che operino attraverso gli stati della nazione. Eppure, sembra ancora distante la possibilità di risolvere questa problematica nazionale, senza intervenire alla radice, cioè sul piano costituzionale. Questo, però, vorrebbe dire un lungo iter, tortuoso e senza certezze.