La presenza della Russia di Putin in Medio Oriente si fa sempre più ingombrante. Il presidente russo, che si è apertamente schierato dalla parte di Bashar Assad nella lotta contro lo Stato Islamico, inviando truppe militari e mezzi a sostegno del regime siriano, ritiene che la mossa vincente contro l'IS sia quella di aiutare il dittatore a riprendersi il suo territorio. Ma dopo i primi raid aerei russi di ieri, che sono proseguiti anche nella giornata odierna, è subito scoppiata la polemica con gli Usa sugli obiettivi colpiti.

I caccia bombardano gli oppositori al regime

Secondo Washington, infatti, questi raid sono stati diretti contro alcuni gruppi di ribelli, che in Siria combattono il regime di Assad e che sono stati addestrati e armati proprio dagli americani, e non contro le postazioni dell'IS.

Il disappunto degli Stati Uniti non è mai stato così grande visto che quei gruppi di combattenti svolgono un ruolo fondamentale nella lotta al regime di Assad, acerrimo nemico del presidente Obama. Quest'ultimo, durante la recente Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha infatti ribadito che gli Stati Uniti sono sì disposti a scendere in campo per porre fine al conflitto siriano a fianco di altri Paesi “come la Russia e l'Iran” ma, anche, che “Bashar al-Assad ha brutalizzato il suo popolo” e che “la soluzione in Siria deve essere la transizione verso un nuovo leader”.

Scenario di guerra nei cieli

Lo scenario sul campo di battaglia si fa sempre più rischioso e imprevedibile con aerei russi, francesi e americani che potrebbero trovarsi a bombardare nello stesso istante lo stesso territorio seppur con obiettivi diversi.

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A tal proposito, secondo quanto riportato da Repubblica, è previsto un incontro in videoconferenza tra i vertici militari statunitensi e quelli russi al fine di coordinare le azioni aeree contro l'IS. C'è il rischio che gli aerei possano combattersi tra di loro. Se, infatti, gli aerei da combattimento sono dotati di sistemi avanzati di riconoscimento degli “amici”, né i jet americani né quelli russi si riconoscono a vicenda come tali. È importante, pertanto, evitare questa assurda possibilità.

La vita del popolo siriano ancora più a rischio

Due diverse strategie, dunque, quelle degli Stati Uniti e della Russia, fortemente in contrasto tra loro. Purtroppo, è importante sottolinearlo, a correre i maggiori rischi è la popolazione civile siriana. Il popolo siriano, già logorato da lunghi anni di regime e da questi ultimi anni di crudele e insensata guerra civile che ha causato centinaia di migliaia di morti e di profughi, adesso rischia di vedersi piovere dal cielo una miriade di bombe che, per quanto "intelligenti" e "chirurgiche" possano essere, andranno certamente ad aumentare il numero di civili uccisi.