L’esplosione dell’AIRBUS A-321 della compagnia aerea russa Metrojet continua a tingersi di giallo. L’aereo, partito da Sharm el-Sheik e diretto a San Pietroburgo, è precipitato dai cieli egiziani con a bordo 224 passeggeri. Superfluo annotare che non vi sia alcun sopravvissuto all’impatto.

Le ambiguità 

Mentre in Russia le famiglie piangono i loro morti, il Cremlino e il resto del mondo continuano ad interrogarsi sulla natura dell’incidente. Più passano le ore, più la matassa si fa intricata: troppi fattori vengono accreditati come le cause, troppi attori vengono tirati in ballo. La pista dell’attentato si fa sempre più strada, e non potrebbe essere altrimenti considerato il luogo dell’accaduto e la nazionalità dei passeggeri a bordo del volo.

La risposta del presidente russo Putin, solito a tuonare contro i ‘nemici’, è stata inaspettatamente pacata. Di certo l’inatteso atteggiamento ha spiazzato gli osservatori internazionali, viste e considerate le recenti prese di posizione di Mosca riguardo il conflitto siriano e il Califfato dell’ISIS.

Al di là delle teorie complottistiche, se così le si vuole definire, sono state avanzate alcune ipotesi sulla natura dell’incidente.

Il fatto

Alle 5.35 del mattino del 31 ottobre l’aereo scompare dai radar mentre vola ad una quota di circa 9.000 metri: nessun SOS viene lanciato dalla cabina dei piloti. Pochi istanti dopo il velivolo si incendia in volo spezzandosi in due parti, da lì lo schianto verso il suolo. Poche ore dopo giunge la rivendicazione, corredata con tanto di video, da una cellula del Califfato insediata nella regione di Hasana.

I migliori video del giorno

Il Cremlino e il Cairo cercano di accantonare l’ipotesi terrorismo, forse per non svegliare il fantasma di quello che accadde a Lockerbie nel non troppo lontano ’88.

Le ipotesi

Nell’attesa dei risultati provenienti dalla scatola nera, quattro principali ipotesi si susseguono. Due teorie hanno comunque perso credito in seguito alle parole pronunciate dal direttore generale della compagnia aerea russa. Durante la conferenza stampa convocata in seguito all’accaduto, Alexander Smirnov, il presidente della Metrojet, ha dichiarato che errore umano e guasto siano ipotesi da scartare. Questa affermazione va a contraddire le parole della moglie del copilota, secondo la quale il marito si era lamentato più volte di alcuni problemi tecnici del velivolo. Quali allora le cause piú probabili di quanto accaduto?

Allo stato dei fatti le teorie più accreditate convergono verso il movente di stampo terroristico. Di certo pare poco credibile l’eventualità che sia stato lanciato un missile da terra diretto verso il velivolo, é da escludere che le cellule dell’ISIS abbiano in dotazione tale strumentazione bellica. Meno improbabile appare invece l’ipotesi che sia stata fatto esplodere un ordigno all’interno dell’aereo, viste e considerate le dinamiche dell’incidente. Di certo questo episodio sta aumentando sensibilmente i timori collettivi di una drammatica catena di eventi.