Quello che si verifica in Vaticano ogni giorno, secondo quanto afferma Emiliano Fittipaldi, è un vero e proprio giro d’affari pazzesco. Questo è quanto emerge da alcuni stralci del libro del giornalista dell’Espresso, riportati oggi su Repubblica.  Secondo quanto afferma Fittipaldi, guadagni esagerati interesserebbero quattro-cinque negozi all’interno delle mura vaticane, e ammonterebbero alla cifra di 501 mila euro le spese sostenute dal Cardinale George Pall per soddisfare le sue esigenze e quelle dei suoi collaboratori.

Servizi concessi solo agli aventi diritto

La farmacia vaticana, visitata quotidianamente da quasi due migliaia di persone, non rifiuterebbe prescrizioni mediche e ricette di Stati esteri, vendendo anche prodotti a prezzi inferiori rispetto a quelli delle farmacie della capitale.

”Inoltre i medici smerciano pasticche che non si trovano in Italia, da antiemorroidali richiestissimi (come l’Hamolind)  a costosi rimedi per malattie più gravi”, asserisce Fittipaldi. I guadagni più rilevanti però riguarderebbero sigarette, carburanti e l’annona spacci, servizi dei quali possono beneficiare solo i possessori di una tessera speciale riservata ai residenti e ai dipendenti. Gli introiti del tabaccaio supererebbero di gran lunga le cifre che potenzialmente potrebbero esser state spese dagli aventi diritto.

Carburante e supermarket

Grande fonte di entrate sarebbe il carburante. Ad un prezzo inferiore del 20% rispetto a quello venduto in Italia, il costo d’acquisto per lo Stato Vaticano non è soggetto a tassazione. Il giornalista riporta dati precisi a tale proposito : “Se su 27 milioni di euro di benzina venduti nel 2012(l’utile netto, tolte le spese, è di 13,7 milioni) il 18% è stato venduto a clienti ‘sconosciuti’, ci sono 550 tessere che hanno superato il limite annuale di acquisti, pari a 1800 litri”.

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L’alto consumo di vino, invece, avrebbe garantito ai supermarket delle entrate di tutto rispetto, e secondo una ricerca dell’americana Ernst&Young, i possessori della tessera di servizio che concede il diritto di acquisto in Vaticano, sarebbero decisamente in esubero. Circa 36 mila in più rispetto a quelli regolarmente registrati.

Le spese del Cardinale George Pell

A tutto questo il giornalista aggiunge i dati relativi alle spese del Cardinale George Pell, che avrebbe goduto dei vantaggi della buiness class anche per i piccoli spostamenti, concedendo anche l’affitto di una casa con arredi di lusso al suo commercialista di fiducia. Spese e guadagni che si vanno a sommare, sempre da quanto sostiene Fittipaldi, alle presunte sostanziose disponibilità finanziare della Santa Sede gestite dallo Ior e dall’Apsa.