L’incursione delle teste di cuoio di questa mattina presto a nord di Parigi, dove avevano trovato rifugio terroristi coinvolti nell’attentato di venerdi, si è conclusa con un bilancio  di tre morti, tra cui una donna che si sarebbe fatta saltare in aria per sfuggire alla cattura, quattro agenti feriti e alcuni arresti. L’appartamento preso d’assalto, sarebbe il nascondiglio del ricercato Abdelhaim Abaaoud, la presunta mente della strage di Parigi, e di altri terroristi coinvolti. Tra i cinque arresti eseguiti, potrebbe esserci anche quello del ‘cervello’ dell’attentato, di cui non si avevano più tracce da anni. I restanti arrestati sarebbero tre uomini alloggiati nell’appartamento, e un uomo e una donna nei pressi dello stesso.

Bisogna ancora accertare se gli altri criminali catturati abbiano partecipato come esecutori materiali o agito come supporto esterno all’azione terroristica del 13 novembre scorso.

Gli abitanti del sobborgo messi in sicurezza

Tre esplosioni e una sparatoria all'alba di questa mattina hanno seminato il terrore tra gli abitanti della zona messa in sicurezza dalle forze dell’ordine con il supporto dell’esercito. È stato imposto ai cittadini, il divieto assoluto di lasciare le loro abitazioni, per non ostacolare l’operazione. Si presume però, che nell’intervento sia stato coinvolto un passante rimasto ucciso. Il covo è situato nei pressi dello Stade de France, un altro dei luoghi scelti come teatro della strage parigina. Venerdì infatti avevano tentato l’ingresso nello stadio tre kamikaze i quali, non essendo riusciti ad accedervi, si sono fatti esplodere a poca distanza da esso.

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Una svolta nelle indagini?

L’operazione è stata seguita attivamente dal presidente Hollande, che insieme al ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, e il primo ministro Manuel Valls si è trovato in mattinata all’Eliseo aspettando gli ultimi aggiornamenti sulla situazione a Sant Denis. Un segnale importante potrebbe arrivare se tra gli uomini messi in manette ci fosse realmente Abdelhaim Abaaoud. Il 27enne belga aveva trascorso del tempo in Siria tornando in Europa il gennaio scorso, pronto per organizzare un'azione terroristica, fortunatamente evitata grazie all'intervento dell'intelligence europea. Subito dopo la carneficina di venerdì è entrato nel mirino della polizia e la sua cattura potrebbe dare una svolta significativa alle indagini.