Quellodi ierimattinasvoltosi nell’aula Vittorio Occorsio (magistrato assassinato dall’estrema destra nel 1976) del Palazzo di Giustizia di Roma verrà ricordato come il secondo Maxiprocesso della storia d’Italia, dopo quello a “Cosa Nostra” avvenutotra il1986 ed il 1992. I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Roma se la vedranno con i 46 imputati già alla sbarra, esponenti della cosiddetta Mafia Capitale, organizzazione di stampo mafioso che secondo gli inquirenti avrebbe gestito illegalmente appalti, bandi e lavori pubblici sia della Capitale che della Regione.

Tra loro rilevanti esponenti politici come Mirko Coratti, Pd, ex Presidente dell’Assemblea di Roma Capitale, Luca Gramazio, ex Capogruppo Pdl in Regione Lazio, ma soprattutto Gianni Alemanno, ex Sindaco di Roma; amministratori di importanti aziende come Giovanni Fiscon, ex Direttore Generale di Ama, l’azienda romana dei rifiuti; funzionari pubblici ed imprenditori come Salvatore Buzzi, Ras delle cooperative nonché braccio economico di Massimo Carminati, “er ciecato”, boss indiscusso dell’organizzazione criminale, ex terrorista dei Nar (Nuclei Armati Rivoluzionari) e killer al servizio della Banda della Magliana, detenuto oggi in regime di 41 Bis, quindicollegato in videoconferenza alla prima udienza per motivi di sicurezza.

Il calendario delle udienze

Sono previste136 udienze già fissate entro luglio 2016 con una media di 4 a settimana, un programma che vedrà coinvolti oltre agli imputati anche centinaia di testimoni, migliaia di intercettazioni e circa 150 tra giornalisti accreditati e corrispondenti di testate straniere. Un uragano giudiziario che nei prossimi mesi riverserà nelle aule giudiziarie legami mafiosi tra malavita locale e politica eche rovescerà probabilmente le sorti di Roma, città colpita al cuore da questo scandalo, che vede come primo cittadino un Commissario non eletto dai cittadini, ma scelto dal Prefetto per questioni di sicurezza e legalità.

Comunque il Comune di Roma, così come la Regione Lazio, si sono costituiti parte civile in modo da poter chiedere i danni ed edulcorare la pillola.

Il cosiddetto "terzo livello"

Quello che invece vogliono dimostrare i magistrati già dalla seconda udienza fissata per la prossima settimana nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, è che questo è un processo smisurato dove esiste, oltre alla corruzione ed alla collusione orizzontale tra palazzinari, commercialisti e professionisti vari, anche un cosiddetto “terzo livello”, cioè uno stretto e ferreo rapporto di collaborazione tra organizzazione criminale, esponenti della politica locale, servizi segreti e forze dell’ordine; perchè per impadronirsi di una città grande come Roma non bastano solo i soldi, ma si ha bisogno di coperture sicure in modo da far procedere indisturbata la macchina del potere e garantire il malaffare.