Keith Hunter Jesperson (60 anni), ex camionista condannato a tre ergastoli per gli omicidi di otto donne tra il 1990 ed il 1995, ha fatto una dichiarazione che, se riscontrata, potrebbe portare alla soluzione del caso di Ylenia Carrisi (23) scomparsa misteriosamente da New Orleans il 31 Dicembre del 1993. Ecco cosa ha affermato a riguardo il detenuto: "Le ho dato un passaggio sul mio camion-ha detto-e poi l'ho strangolata". Intanto la famiglia Carrisi si è sottoposta al prelievo del DNA da parte dell'Interpol.

Pubblicità
Pubblicità

Al Bano Carrisi (72) e Romina Power (64), rispettivamente padre e madre della giovane Ylenia, aspettano notizie dagli Stati Uniti, dove sarebbe stato trovato il presunto cadavere della figlia. Il cantante originario di Cellino San Marco, ha detto ai media: "Ora stiamo a vedere che succede".

Quei due volti così simili

L'ultimo dialogo che Ylenia ebbe con la famiglia, risale proprio all'ultimo giorno dell'anno 1993. La ragazza chiamò dal LeDale Hotel di New Orleans (Louisiana), per fare gli auguri di Capodanno.

la conversazione si svolse tra lei e la madre Romina e forse con qualche altro membro della famiglia. Dopo tale telefonata, della ragazza non si seppe più nulla. Ad ogni modo, vi è un particolare non trascurabile che farebbe pendere la bilancia a favore di Jesperson e delle sue dichiarazioni: il volto della Carrisi è molto simile a quello della vittima del serial killer, ricostruito nell'identikit. Il volto della donna uccisa da Jesperson nel 1994 è stato ricostruito in 3d dal perito Paul Moody, un'autentica autorità nel campo dell'identikit.

Pubblicità

A riaprire il caso di Ylenia Carrisi è stato uno sceriffo della Florida, Ric Bradshaw, operante nella contea di Palm Beach. A spingerlo a riaprire le indagini è stata una curiosa coincidenza riguardante il nome Susan: così la figlia di Al Bano e Romina si faceva infatti chiamare negli Stati Uniti. Un nome questo, molto simile a quello della vittima di Keith Jesperson: Suzanne.

La breve avventura a La Ruota della fortuna

Ylenia Carrisi, lo ricordiamo, ebbe un passato come valletta di Mike Bongiorno nel fortunato programma TV La Ruota della fortuna.

Il suo debutto avvenne nel 1989, proprio l'anno di debutto del telequiz. Bongiorno si fece un'idea molto positiva della giovane: "E' seria e riservata-disse una volta-dopo sei mesi ha lasciato il programma perchè non si sentiva a suo agio sotto i riflettori ed odiava vestirsi 'da grande' ". Subito dopo la scomparsa della Carrisi, a News Orleans furono affissi numerosi volantini di segnalazione, con sopra il volto della ragazza. Su di essi vi si poteva leggere: "Ragazza scomparsa, 23 anni, bionda, occhi verdi, alta un metro e 70".

Pubblicità

Il primo sospettato per la sparizione di Ylenia, fu il trombettista Alexander Masakela (all'epoca 59 anni). L'artista sostenne di avere avuto una relazione con la 23enne. L'uomo aveva con sè i documenti della ragazza ed il suo zaino, ma non fu trovata alcuna prova significativa nei suoi confronti. 

La pista del suicidio

Albert Cordova, all'epoca guardiano dell'acquario di New Orleans, sostenne di aver visto Ylenia mentre si gettava nelle fredde acque del fiume Mississippi da un ponte.

Pubblicità

L'uomo avrebbe tentato anche di fermarla. Dopo le sue dichiarazioni, gli inquirenti dragarono (invano) l'intero fiume alla ricerca del cadavere della ragazza. Vedremo se si rivelerà veritiera la versione di Keith Hunter Jesperson, conosciuto anche come "Happy Face", in quanto era solito firmare le sue lettere con delle "faccine" sorridenti.

Leggi tutto