Centinaia di mercenari provenienti dal Sudamerica combattono nei deserti dello Yemen con indosso la divisa degli Emirati Arabi Uniti. Vengono contrattati da aziende private statunitensi e in alcuni casi direttamente dal ricco paese arabo che può vantare vaste riserve di petrolio e una forte economia. Tra le fila dei mercenari dispiegati in Yemen ci sono colombiani, cileni, panamensi, salvadoregni e forse anche messicani.

L'addestramento avviene in paesi del golfo con la supervisione di istruttori dell'esercito statunitense e di agenti della CIA. 

Perchè inviare in Yemen mercenari latinoamericani

Gli Stati Uniti d'America hanno molti interessi nella regione mediorientale e nello Yemen, contrattare mercenari dal Sudamerica è un modo semplice per far svolgere ad altri il lavoro sporco senza doversi esporre direttamente nel conflitto con i propri militari ed essere accusati di interventismo.

I più numerosi sono sicuramente i colombiani, ingaggiati per la loro esperienza nel combattere contro le Forze Armate Rivoluzionare della Colombia ( FARC ) nelle giungle e sulle montagne. Partecipare ai conflitti lavorando per gli Stati Uniti significa guadagnare in media cinque volte in più di quello che avrebbero ottenuto nel proprio paese di origine.

Una strategia mirata e conveniente per gli USA

La nuova logica del governo statunitense per quanto riguarda i conflitti in Medioriente è rischiare il meno possibile le proprie truppe e al tempo stesso infliggere danni ingenti.

Utilizzando mercenari provenienti da altri paesi e moderne tecnologie per la guerra a distanza, come per esempio i droni, si ottengono ottimi risultati e si azzerano le perdite tra i propri soldati. Secondo l'ONU le vittime tra i civili in Yemen sono migliaia, soprattutto a causa di armi e bombe di fabbricazione USA, un business che rende agli Stati Uniti diversi miliardi di dollari senza nemmeno doversi sporcare le mani direttamente.

Un cambio di stile e di strategia che conduce al medesimo risultato di procurare morte e distruzione.

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